Marzo. Lettera d’amore ad un mandorlo (Prunus dulcis)

Tra tutti gli alberi da frutto, il mandorlo è il più audace. Mentre gli altri si crogiolano nella loro indecisione di fine inverno, il mandorlo non perde tempo e già a marzo riempie gli occhi (e i cuori) con quella piccola grande meraviglia della natura che sono i suoi fiori.

Fiori di mandorlo

Fiori di mandorlo

Questa sua fretta (Ah, quanto mi somiglia!) lo espone purtroppo al rischio delle gelate tardive, quelle giornate di fine inverno in cui il freddo torna a ricordarci che, in effetti, una rondine (o un germoglio di mandorlo) non fanno primavera.

Se il tempo non fa scherzi, però, il mandorlo può vantarsi e autoglorificarsi senza sembrare troppo presuntuoso: la bellezza della sua fioritura giustifica qualsiasi peccato. D’altronde deve guadagnare tempo perché i suoi dolci frutti siano pronti per essere sgranocchiati a fine agosto (o a settembre, al più tardi).

Il mandorlo non ha bisogno di grandi potature, fiorisce (e quindi fruttifica) sui rami di un anno e ama crescere in modo naturale dopo la messa dimora. Vanno spuntati solo i rami che non rendono armoniosa la chioma, quindi l’unica potatura da eseguire è quella di correzione della sagoma.

Ama i terreni asciutti, è rustico (resiste a -20 gradi sotto lo zero) ed è decisamente poco esigente, non essendo soggetto a molte malattie.

Io credo che avere un mandorlo in giardino sia bellissimo. Anzi, doveroso. Come è doveroso ogni mese di marzo sedersi ai suoi piedi, appoggiarsi al suo forte tronco e alzare la testa verso quella nuvola bianca screziata di rosa che è la sua fioritura. Sembra nulla, e invece è una delle cose più belle che possiate fare nella vostra vita.

About Paola Maria

Sono nata a Milano, dove ho vissuto fino ai miei 30 anni. Da qualche anno mi godo gli spazi delle colline del Monferrato dove ho ritrov ...

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