Lettera d’amore ad un tulipano

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Una volta, un mio amico giardiniere, mi ha detto che non amava i bulbi perché gli facevano venire l’ansia: tutti quei mesi sotto terra, senza che si sapesse qualcosa di loro, senza sapere se fossero marciti o no, senza poter controllare…no, non faceva per lui. Io invece amo questa attesa che spesso mi ha portato delusione e tristezza ma che ancora più spesso mi ha accompagnato fino alla meraviglia.

L’attesa è lunga, in effetti. Dopo la piantagione, non più tardi di ottobre, deve passare tutto l’inverno. Quando le giornate iniziano ad allungarsi, nel mese di marzo, qualcosa inizia a spuntare: i giacinti, soprattutto, e i Crocus. E poi, quando il pericolo del gelo è davvero scampato, arrivano loro: i tulipani. Di ogni colore, altezza e tipo di petalo, fieri e solidi bucano la terra e in un attimo riempiono gli spazi vuoti e non ancora ombreggiati dal fogliame degli alberi, che sta germogliando ora.

Tra i miei preferiti, il Tulipa “Angelique”, dal fiore doppio e dal colore rosa pastello. Nel mio giardino questi tulipani sono sotto un Phyladelphus, che fiorirà più tardi, di bianco. Poco più in là, i Tulipa “Concerto”, meno romantici e più decisi, moderni. Ho provato a mettere delle violette nere vicino a loro ma si sa, le viole lanciano i semi dove vogliono loro e quindi ora chissà dove sono.

Tulipa "Angelique" (www.easytogrowbulbs.com)
Tulipa “Angelique” (www.easytogrowbulbs.com)

Sotto il Gingko, uno dei miei alberi del cuore, il “Lilac Wonder”. Lascio a voi giudicare se non si tratta di una meraviglia (io ho già scritto la mia lettera d’amore):

Tulipa "Lilac Wonder" - www.crocus.co.uk
Tulipa “Lilac Wonder” – www.crocus.co.uk

(Una famosissima giardiniera d’altri tempi, Gertrude Jeckyll, consigliava di dedicare ai bulbi -e quindi anche ai tulipani- intere aiuole e di non integrarli, quindi, con altre piante perché, una volta sfioriti, avrebbero lasciato un vuoto. In questo modo, alcuni angoli del giardino risultano in piena fioritura in questo periodo dell’anno, per poi essere dimenticati fino all’anno successivo. Molto dipende dalla conformazione dei singoli giardini e dagli spazi ma a me piace mischiarli e lasciare che assolvano un compito fondamentale: tappezzare i piedi delle piante non ancora fiorite, che poi penseranno da sole a riempire gli spazi facendo appoggiare i loro rami sul vuoto lasciati dai tulipani sfioriti.)

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