The Wine Lovers Club – Capitolo Sesto: Il giorno del Giudizio!

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Ieri sono tornata in Valtidone, questa volta in località Castelnovo a visitare la Tenuta Pernice.

Un’altra giornata di degustazione.
Affrontata con una carica emotiva un po’ diversa dal solito, forse un po’ più impegnata, forse più concentrata, magari più consapevole, certamente tanto più confusa e assolutamente più sicura che le cose ancora da imparare su “vino&dintorni” sono veramente tantissime!!!
La sfumatura che, ha fatto la differenza tra queste ed altre degustazioni, ha una tonalità piuttosto intensa, per quel che mi riguarda, in quanto, quella di ieri era considerata la “gita didattica”, organizzata dalla FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – di Monza, prima della lezione di chiusura del corso di Primo Livello che si concluderà con una sorta di test per verificare il livello di apprendimento in modo tale da poter andare a colmare eventuali {…magari solo eventuali!!!} lacune in merito ai vari argomenti trattati come la storia del vino, la figura del Sommelier, le tecniche di vinificazione, l’enologia, la legge, la birra, i distillati …

distillati
Domani, sarà il giorno del Giudizio!
Certo non quello finale {per quel che concerne il corso}, non quello universale {per l’assegnazione del posto nell’ “attico” o nella “taverna” eterna!}, ma quel giudizio che comunque ti mette un po’ discussione rispetto alle cose fatte e alle scelte prese … come è giusto che sia … o no?
Questa cosa del test mi ha messo nella condizione di pensare …
I misteri della mente, eh?
Ho cominciato a ragionare in ordine di punteggio …
Lo stesso metro valutativo usato nell’apprezzamento del vino, per saggiarne i tre parametri organolettici fondamentali: consistenza, equilibrio e integrità.
La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, ovvero la sua fruttuosità.
La mia riflessione nasce spontanea perché troppe volte, troppo spesso, si giudica e si critica una cosa senza conoscerne la storia, le ragioni, le motivazioni, i sentimenti che l’hanno portata a diventare così come ci si presenta.
Facciamola ancora più facile.
Domani affronterò un piccolo questionario che metterà seriamente in discussione il mio amore per il vino.
Voglio dire … io sono sicura di amare il vino ma mi verranno probabilmente poste delle domande che potrebbero far vacillare le mie certezze, il mio sentimento, che comunque rimarrà indiscusso e alimentato da forte passione, ma vivrò l’imbarazzo di non conoscere veramente certi aspetti e certe caratteristiche del mio “amato”.
Quindi, a questo punto, la mia perplessità si amplifica e il mio ragionamento si complica.
Se io vado in “sbattimento” per un esamino “all’acqua di rose” {esattamente l’opposto di quello che sarà in realtà l’esame vero al termine del terzo livello!!! Aaaaaaaaahhhhhhhh!!!!}, non posso immaginare come possano sentirsi ogni volta i winemakers, le mamme e i papà “di fatto” del vino
Provate voi ad immaginare o a ricordare il giorno precedente al primo compito in classe del vostro/a bambino/a.
Come stavate? Quanto eravate in paranoia? Quanto era alto il livello di ansia? Quanta la paura della prima delusione in caso di fallimento? Quanto l’agitazione? Quanta la sensazione di impotenza per non poter essere lì a tenere la mano al vostro piccolino, suggerendogli la risposta giusta?
Come si fa a dare un numero a tutte queste emozioni?
Eppure la maestra il giorno dopo, giusta o spietata, lo farà!
Un numero da 0 a 10.
Senza tenere conto di mille e più fattori, quali il fatto che magari mamma e papà lavorano 7 su 7 e per questo il loro piccolino si sente un po’ trascurato, che non sempre possono avere il tempo materiale per dare un ulteriore aiuto, che magari il giorno del compito in classe uno non era nella sua forma migliore, che magari la vita ci ha portati via una persona cara o l’amico domestico, che magari abbiamo litigato con l’amichetto/a del cuore oppure, senza fare drammi, fuori c’era ancora il sole e abbiamo preferito giocare invece che studiare o abbiamo optato per farci fare le coccole piuttosto che ripassare la lezione…

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Ecco … ora torniamo sul terroir dove il nostro vignaiolo passa tutta la vita a coccolare, accudire, far crescere diligentemente il frutto tanto amato, dedicandogli il primo pensiero al mattino e l’ultimo la sera, a volte svegliandosi di notte con la paura che il rumore che ha sentito possa essere grandine…
Il vignaiolo è colui che per definizione cura la vigna.
Se andate a curiosare sul dizionario scoprirete che la voce del verbo “curare” ha molteplici significati e il nostro vignaiolo li conosce e li esegue tutti, in tutte le loro definizioni: badare, gestire, sorvegliare, assistere, guarire, medicare, governare, vigilare …
Esegue il suo compito con un amore ed una passione indescrivibili perché solo così può essere il sentimento che lo anima e lo aiuta ad affrontare ogni singolo giorno, che sia di sole o di pioggia o di tempesta …
Poi arriva il tanto atteso momento della vendemmia.
Si affrontano tutte le fasi, dalla raccolta alla vinificazione, fino ad arrivare a portare il vino in bottiglia che è un po’ la stessa emozione per un padre di portare la figlia all’altare.
Solo il vignaiolo saprà veramente quello che ha dovuto passare per far cresce la sua bambina sana e forte, rovinandosi le mani, spezzandosi la schiena, passando notti in bianco, a volte non avendo tempo né per sé né per gli altri familiari e amici, facendo i conti con la legge e con i fine mese …
Finché un giorno arriverà qualcuno che, come la nostra maestra, sarà giusto o spietato con il suo vino, il suo prediletto, e rinchiuderà in dei numeri i sacrifici e i sogni di una vita!
Non riesco a smettere di pensarci e di tribolare!!!
È un sentimento tanto controverso quello che provo …
È come se qualcuno ci dicesse che il nostro bambino è buono o cattivo … Solo noi come genitori sapremo indiscutibilmente la verità sulla natura della nostra creatura ma la società lo etichetterà, lo inserirà in un gruppo piuttosto che in un altro, gli appiopperà nomignoli o lo osannerà ai dopo partita, gli precluderà opportunità o lo raccomanderà agli amici …
Lo stesso accadrà per il vino, e il vignaiolo, come noi genitori, proverà i nostri stessi sentimenti di frustrazione e paura, incertezza e senso di impotenza nel non sapere quale sarà il futuro del suo tesorino!
Il vignaiolo, come mamma e papà, però se ne farà una ragione e troverà la forza nell’amore per il suo pargolo!

schede di degustazioni
Non si farà scoraggiare dalla prima verifica andate male {nemmeno dalla seconda o dalla terza}, non si farà abbattere da quel numero valutativo troppo basso, non si farà fermare dalla prima smorfia di dissenso o dalla prima opinione negativa …
Il vignaiolo, come mamma e papà, non smetterà mai di fare tutto quello che è nelle sue capacità per aiutare il suo piccolino a migliorare!
Il vignaiolo, come mamma e papà, spererà che il suo vino trovi qualcuno che come lui sarà in grado di amarlo per quello che è, apprezzandone pregi e difetti.
In conclusione, nonostante io stia cercando di studiare per il mio test di domani per diventare Sommelier so per certo che, a prescindere dal risultato, il mio scopo è quello di dare a tutti i vini che incontrerò nella mia vita una opportunità di raccontarmi la loro storia e le loro ragioni.
Il mio consiglio dunque, in procinto del Natale, è di essere tutti più buoni … Più buoni coi “bambini” aka “creazioni” degli altri, coi bambini interiori nascosti in tutti gli adulti e con tutte le bottiglie di vino.
Se non capite quello o chi avete di fronte, fate domande, indagate, scavate nel loro passato, fategli le coccole e siate pazienti …
Potreste essere sorpresi nello scoprire, facendo una rimpatriata di classe dopo 18 anni, che voi {io in questo caso!!!!} che eravate l’asino della classe limitato da voti insufficienti, numeri inferiori al 6, oggi siete diventati degli adulti con una profonda fiducia in voi stessi, inarrestabili, vulcanici, sempre desiderosi di imparare cose nuove, con la cognizione dei propri limiti ma sempre col piede sull’acceleratore per tentare di superarli …
Se mi dovessi dare un punteggio oggi?
Mi darei sempre la sufficienza perché chi non molla mai va premiato …
Fate lo stesso con voi stessi!!!
Vogliate bene a voi stessi, vorrete più bene agli altri!!!
Giudicate meno, apprezzate di più tutto della vita, nel bene e nel male!
E non dimenticate mai di bere … Responsabilmente!!!

xxxStefania

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