ABOUT

Nasco in Francia nel 1978, da madre francese (la storia è un po’ più lunga di così) e padre italiano, vivo e lavoro a Milano da sempre.

Il mio ingresso nel mondo del lavoro risale ai tempi del liceo. Grazie al fatto di essere madrelingua francese, comincio a lavorare nel magico mondo della moda.

Lavorare nella moda può voler dir tutto o niente. Le mie mansioni, invece, mi sono chiare da subito: rispondere al telefono a chiunque parli francese (agli italiani ci pensa qualcun altro), portare il caffè, aprire la porta e accogliere sorridendo “no matter what”.

Da quel momento inizia la gavetta della milanese tipo: i pacchetti di natale, commessa in negozi diametralmente opposti alternati da qualche campagna vendita come jolly e venditrice con una breve parentesi televisiva durante la quale interpreto me stessa in una docufiction per Raidue andata in onda nel 2000. 

Finite le riprese e salutate le copertine dei tv magazine torno a Milano e dopo un corso in comunicazione multimediale e in piena ricerca delle mie velleità future, finisco per gestire un negozio di street wear.

Chiusa la parentesi gestione, ricomincio con le campagne vendita ma – sorpresa! – mi scopro incinta due settimane prima di partire verso quello che sarà il mio ultimo Pitti da venditrice.
Correva l’anno 2009.

Salto due stagioni a causa della maternità e, incapace di stare senza far niente, apro una finestra sul mondo web chiamata Le funkymamas.

Finalmente il corso di comunicazione acquisisce un senso!

Collaboro con svarianti brand, inventando progetti e proponendo contenuti creativi da sviluppare sui miei o sui loro social network.

Prime blogger in Italia a collaborare con Ikea finiamo persino al tg con un nostra idea per Kinder sull’imperfezione delle mamme.

Nel 2014, dopo la nascita della mia secondogenita, decido che è ormai tempo di approfittare della virata ormonale che già mi portò fortuna nel 2009 e apro l’eshop con la mia collezione.

Dopo tre anni sono qui a scriverne, con una collezione in arrivo, la prossima praticamente chiusa e quella dopo già tra gli appunti di un quaderno.

La storia continua. Con tanto di corna dietro la schiena.