La bellezza, tra un cicciotella e un paccovoto

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Paulette Magazine

Ho seguito poco le ultime vicende ma quel tanto che basta per capirne la bassezza.
Dopo le giuste indignazioni ho pensato di mostravi qualcosa di autenticamente bello: fa sicuramente meno rumore ma smuove realmente qualcosa.
In una timeline di contenuti prodotti per ottenere numeri a costo di qualunque polemica, cosa rimarrà dei vuoti a rendere?
Le brutture scuotono al momento e finiscono presto nel dimenticatoio cosa che non succede quando qualcosa di bello, di buono, ti colpisce.
Perché porca miseria, io valgo. Valgo tanto.
E anche tu.
Molto più di quanto possiamo pensare.

Se ci sono tonnellate di gallery di gossip su determinate pagine, è perché portano tanto traffico. Se non ti interessa il presunto ritocchino dell’ex valletta di turno, non ci cliccare. Se la classifica dei sederi delle nostre parlamentari è un affronto, togli il like alla pagina che l’ha pubblicata.
E’ così che funziona, quei contenuti spesso criticati, sono quelli che creano più traffico, quindi verranno riproposti fino allo sfinimento: è lavoro. Anche se non mi piace, anche se non ti piace.

Ci siamo talmente assuefatti all’artefatto, al finto, al modificato che ci siamo dimenticati che possiamo ottenere altro.

Paulette Magazine

E altro esiste.

Me ne sono accorta qualche giorno fa, ipnotizzata da una copertina in una piccola edicola francese senza capire il perché.
Lilou, mia figlia, stava già scappando fuori dal negozio, ho quindi comprato al volo la rivista per tornare a sfogliarla più tardi.

Poi ho capito. Poi ho scoperto un caso straordinario: Paulette Magazine.

La ragazza è bella vera e d’istinto, mi ha rapita. Se la foto è stata modificata lo sarà stata nei colori, nei contrasti, nelle luci ma la ragazza no. Le braccia, le vedete le braccia? Sono autentiche. L’abbronzatura? Avete notato che non è stato ritoccato il segno del costume?
Lo vedete il viso incorniciato da un gioco di ombre naturali? E il seno? Vero.

La vedete la bellezza?
Allora si può fare. Allora c’è già chi lo sta facendo.

Senza clamore ma con successo. Perché sì, sono andata a vedere l’about e i social di questo Paulette Magazine, a leggere un po’ di questa redazione indipendente formata da donne giovani, un progetto nato da una community su Facebook e poi passato al cartaceo grazie al solo sostegno dei lettori.
Non solo. Ai contenuti partecipa tutta la community, basta iscriversi sul sito, proporsi e proporre contenuti.
La rivista è al 100% senza modelle.
Vuoi proporti come donna copertina? Vorresti posare in un articolo per il cartaceo o sul web? Basta mandare una foto.

Funziona? Stra funziona. Il bimestrale è uscito nel 2011 e continua ad andar bene.
Non solo, dal 2014 Paulette ha lanciato anche la sua agenzia di comunicazione al femminile, creativa e 2.0.

Avanti tutta, perché non c’è più tempo per stare a parlare di quel che non ci piace. Protestare è giusto ma poi subito a  supportare e a applaudire chi fa: gli altri si metteranno presto in coda e dipende anche da noi.

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Lo so, lo so, è solo in francese ma…
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