Non ce la sto facendo. Pace.

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Sotto tutti i punti di vista, personali, lavorativi: non ce la sto facendo.

spalla
Lo vedete il cerotto che spunta? L’unica sera che mi ero organizzata per uscire, bloccata stesa. Alè.

Mail in arretrato, progetti da consegnare, post da fare.
Ogni tanto butto una polpetta sulla pagina fb de Le Mamas, così mi sembra di prendermi un impegno.
E’ successo con il telaio, alla fine, i video tutorial, li ho dovuti fare.
Ma la rubrica per la liberazione della tuta? La rubrica Mi piace che ho inserito in calendario da qui a Luglio e che ho già saltato due volte? La rubrica solo sugli occhiali da vista e da sole?

Poi c’è il progettone, un sogno nel cassetto. Non aspettatevi chissà che cosa, sono un Toro, non sogno l’oscar, sono molto concreta, vicina alla terra, con i piedi ben radicati tra radici e margherite. E’ una cosa che si può fare, quindi perché non lo faccio?
E intanto lo scrivo, nero su bianco, aspettando un commento:

“dai, ora ci devi svelare cos’è, quindi fallo!”

Vi sto usando. E vi ringrazio per questo, più di quanto possiate immaginare.

Nel personale?
Avevo detto che avrei vissuto di più quest’anno, che avrei fatto in modo di unire i post al dilettevole, come ho fatto con il tattoo. Invece mi ritrovo a rimandare una super rubrica di negozietti da scoprire con le amiche e una giornata tra i ponpom a casa di Patamaga.
Ah i Ponpom, avevo detto un tutorial al mese…febbraio: saltato.

casa in disordine
posso evitare di chiamarlo disordine? Facciamo che è caos creativo?

Non si contano le giornate chiusa in casa in tuta e capelli sporchi.

– Assolutamente no lavoro di sabato e domenica – avevo detto a me stessa. Eppure, non più tardi di due giorni fa non sono andata a passeggiare con Steve, Leone e Lilou per approfittare di due ore per me. Per farmi un bagno? Per farmi una maschera? No. Per recuperare lavoro.

La casa è un delirio. Cerco di dare il meglio mentre mia mamma tiene Lilou, qui, attaccata alla tastiera, poi le 16.00 arivano in un attimo, assieme a Leone.
Mi devo fermare. Mi voglio fermare.

io-by-leone
Non sarà a fuoco, ma rende il momento ancor più vero: bravo Leo!

Domenica l’ha fatto di nuovo, Leone, ha scattato un paio di foto bellissime. Lo fa anche con la reflex: sa che non è un gioco, è uno strumento di lavoro di papà.
Fermati Ju.
Adesso è quel momento che ti prendi con Leo, andate a scattare. Poi riguardatevi le foto assieme, selezionatele e cominciate un album dei suoi primi scatti, visto che gli piace tanto.

Fermati Ju.
Sdraiati di fianco a Lilou e fissala a tempo indeterminato, mentre compie i suoi mini miracoli, che riuscire a stare seduta, è una conquista enorme.  Ma fallo a testa vuota, senza pensare un brava amore misto ai dovrei fare questo e quello.
Adesso non lo puoi fare, quindi pensarlo non ti aiuterà a farlo.

Fermati Ju.
E’ vero, quest’anno sono cambiate molte cose, è un momento lavorativo particolare, sarebbe il momento giusto per porre il piede sull’acceleratore.

E invece no.

Perché non ce la faccio. Non si può fare adesso.
E mentre pensavo a tutto quello che avrei scritto, mi sono ricordata di come passa veloce, il tempo, visto da poi.
Nemmeno me ne accorgerò e sarà di nuovo tutto più facile, come già lo era prima che nascesse Lilou.
Ma adesso, no.
Certo che lavoro, certo che lo devo fare responsabilmente e dando il massimo, ma non posso fare di più.

Adesso, il di più, è Lilou che non mi da il tempo per rileggere quel post, e spero che non vi siate accorti di quanti errori stanno andati online…
Adesso, il di più, è stare con loro con la mente sgombera dal lavoro.

Non ce la sto facendo. Pace.

Ma in quel pace c’è una rivoluzione: la mia.

Per la prima volta, mi quieto, ne prendo atto e me ne frego. Non ce la sto facendo. Pace.
C’è un momento per tutto. Ce la farò.

gauffres
Bello eh? Solo bello, impasto sbagliato, non erano per nulla buone.

 

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81 commenti

  1. Senti, per noi che ti guardiamo ‘da fuori’, non sembra mica tragica così come tu la racconti. Io non più di due giorni fa ho detto: ma come fa a fare tutto questo lavoro, con questa energia, adesso che è sola? Te lo giuro, Ju, ho avuto come l’impressione che tutto fosse persino più vivo e potente, da quando ci sei tu sola, senza togliere nulla al ‘prima’.
    Per dirti che forse non è vero che non ce la stai facendo, perché ce la stai facendo e anche molto bene. Forse, dico forse, stai cercando di fare troppo. Perché le cose giuste le fai già. Mannaggia, ho visto ieri il video bellissimo per le strade di Milano: ma ti rendi conto delle cose bellissime che fai, e soprattutto che condividi?
    Sei un’artista, in tanti modi. Persino il tuo cerotto in qualche modo diventa parte della storia.
    Io credo che tu stia dando molto, e credo che nessuno di noi si aspettasse così tanto. Quindi grazie. E’ già tutto regalato, per noi, e se qualcosa ti sfugge, noi non ce ne siamo accorti: stai facendo tutto benissimo.

    1. Barbara ti abbraccio fortissimo. Sono un po’ stanca, ogni tanto mi sale il panico da ritardo su tutto. Il blog può essere terapeutico, ho scritto il pezzo e mi son sentita subito più leggera. Chi, meglio di noi, può capire?
      Non sono mica l’unica stanca morta che arranca, non c’è nulla di male ad ammetterlo!
      Grazie mille, davvero, sono felice che ti piaccia, grazie, ce la sto mettendo tutta <3
      Un bacio grande

      Ju

  2. Ci saranno mille giorni in tuta, a far spremutine e misurare febbri e case disordinate e figli stropicciati e divani pieni di briciole.. Non ti posso dire il contrario. E anche se adesso li soffri e non li sopporti, questi a saranno i giorni cui penserai con una tenerezza infinita, per tutta la vita.

    1. Lauraaaaaaaa, la lacrima non vale, giochi sporco: sono stanca, non mi far commuovere!
      <3 <3 <3 ti abbraccio forte

  3. Una come me, che rincorre il tempo e i progetti da sempre non può non capirti. La mia mente viaggia a centinaia di km nello spazio, ma il mio corpo resta quì, tra un treno da prendere, un lavoro da portare a termine, un bambino da crescere.
    Però guarda, Justine, se ci fai caso sono sempre di più le cose che facciamo che quelle che non facciamo. E tu le fai anche il quel modo così figo e naturale che tanto apprezzo. Perciò avanti così, l’impasto di domani sarà di certo buono e fragrante.
    Un abbraccio dalla Bombetta

    1. Non puoi capire che ciofeca quei waffles lì…vabbeh che non sono mai stata una stella della cuina!
      Grazie mille, hai ragione, son più le cose che facciamo, ma do più peso a quelle non fatte…che scema.
      Un bacio

  4. Justine…questo post avrei potuto scriverlo io meno di un anno fa..ma anche un po’ adesso. Capisco benissimo la sensazione, quando è nato Paolo non mi sono potuta fermare. Tornata dall’ospedale due settimane e ho dovuto rimettermi a lavorare, perché ai clienti quelli importanti, non puoi dire di aspettare perché hai un batuffolino da accudire, ma poi arrivi a questo punto che ti accorgi che le cose veramente importanti ti stanno sfuggendo di mano, e allora tiri il freno a mano e ricomincia a respirare. Questa mia spinta sull’acceleratore ha portato a galla problemi sopiti del grande e li ho dovuto dire basta, togli i progetti minori, anche ora sono sempre così sull’orlo di una crisi, ma ho deciso di mollare un po’ il colpo, quello che riesco bene, il resto andrà da se, mi ha portato a mollare un po’ il mio blog e ho perso contatti, ho perso forse qualche cliente importante, ma poi ho guardato negli occhi i miei figli e mi sono detta che loro sono la cosa importante, anche io sabato ho rinunciato a una passeggiata con i miei figli, ma questa volta niente lavoro, ho cominciato a riordinare, piano piano, la casa è esattamente come il tuo soggiorno, tutta…ma un pezzo alla volta ricomincio a vedere tavoli sotto montagne di roba..
    Alla sera ho ricominciato a prendere e uscire anche solo mezzora per me, a camminare veloce, non a correre che è un parolone, cosa che fino a un anno fa mi sembrava impossibile…
    E anche io mi dico che fra poco tutto tornerà nella norma. (tra l’altro avrei pure bisogno di quel cerotto.)
    un abbraccio

  5. Ecco…io mi sento esattamente come te….solo che non ho ancora trovato Pace. E allora leggendoti mi sono detta: “ok….ora mi fermo. Non ci riesco. Pace.” ….e per questo ti ringrazio!!! Vedrai…ce la faremo <3

  6. Questo post avrei potuto scriverlo io….. proprio in questo momento…. Concordo con chi ti dice che dall’esterno non si direbbe neanche! Ma in ogni caso grazie…. E’ bello dirlo e ammetterlo. Dopottutto non siamo mica robot! E credo che a volte servano questi momenti per poi “ripartire” meglio! In ogni caso….. io continuo a seguirti con super piacere! Quindi vedi…. penso che in realtà tu ce la stia facendo alla grande! Anzi…alla grandissima!!!!! Bisous!

    1. Merci, merci, merci, ci son giorni che mi trucco solo per una foto per un post…ora, avrete le prove che mi sto mettendo in pace, solo quando sarò andata dal parrucchiere!
      Bisuos

  7. Justine, non ti abbattere! Secondo me sei la numero uno! 🙂
    Sei bella perchè sei imperfetta e non te ne vergogni. Sei una forza della natura e ti viene naturale esserlo.
    Avessi la metà del coraggio che hai tu!
    Go go go Justine! 🙂

  8. Condivido l’idea di Mamma felice: vista da fuori sei un vulcano in continua produzione!
    Però se vuoi ti posso tirare un po’ su. Mia figlia stamattina mi ha chiesto se il ferro da stiro è diventato un mobile del soggiorno. Sì, tesoro, finché avremo vestiti da stirare, cioè sempre.
    Sono ancora in pigiama e ho finito un sacchetto di crackers. Ieri sera mi sono addormentata pensando che la prima cosa di oggi era andare a correre e la seconda perdere due kg.
    Fai una marea di cose. E bene. Hai anche una bimba piccola, riposare è semplicemente umano!

    1. Me lo chiedo sempre, come mi si vede dal fuori, molto meglio di come vedo io, però devo ammettere che sono strabica e miope.
      Grazie, perché alla fine, non farcela in gruppo è un po’ farcela!

      Pian piano…
      Comunque se il ferro da stiro è carino tienilo lì, è concettuale, secondo me!

  9. Ju, mi sa chw oggi è lunedì. Dall’umore deve essere lunedì. Io sto giusto per scrivere un post combattuto. Domani ricomincio a lavorare dopo due settimane di non ferie. Sarebbero dovute essere ferie e invece mi sono ammalata di bronchite. Sono stanca. Le mutande buttate sul letto in attesa di essere piegate e riposte nei cassetti, giochi di Ciccio ovunque. Questa casa è un percorso ad ostacoli.
    Da domani ricominciano le sveglie alle 5 e uj lavoro di merda. Non è questa la vita che volevo

    1. Azz, ti abbraccio forte forte. Tieni duro, ci dev’esser un modo di viverla meglio…disse quella che non saprebbe da dove cominciare.
      Però dai, non è questa la vita che volevo è troppo faticoso da vivere. Supporto totale

  10. ecco.
    tutto questo turbinio di pensieri che si concludo con “pace.ce la farò” è quello che vivo (ciclicamente) anche io, come credo una marea di bis-mamme lavoratrici, soprattutto almeno uno dei due nanetti non è ancora un fantozzino scoalrizzato.
    ah….e condiviso anche il fatto che gli ultimi waffle provati erano molto belli, ma cattivi.se trovi la ricetta giusta, ti prego, postala.
    riepilogando in due parole: AMEN SORELLA

    1. ahahahahha, amen sista! Potremmo fare un flashmob, titolo: Buon Farcela!
      Ti abbraccio forte!

  11. Siamo in tante a non farcela in questo periodo…… veramente io è da non so nemmeno quando non ce la faccio, però come te sto iniziando a fregarmene un po’ e ti dirò, va decisamnete meglio :o)
    Un bacio e un abbraccio
    Annalisa

  12. Io ti capisco, forse sto vivendo la tua stessa condizione, forse vorrei fare tante cose e mi sembra di farle tutte male (compreso pensare alle mie bimbe) però a volte mi dico che forse dovrei fermarmi e godere degli istanti che sto vivendo e se è giusta la strada che ho intrapreso i risultati arriveranno. Ti abbraccio

    1. Io, opto anche per una strategia di marketing pensata dai più grandi professori del mondo: aspetto una botta di fortuna sfacciata 🙂
      Grazie per il commento!

  13. Non ce la faccio neanche io.
    Anzi non ce l’ho fatta.
    E’ dura…pesante…e il tunnel verso i tre anni mi sembra ancora lunghissimo da percorrere (anche se ai tre manca poco più di un anno)
    Tu sei brava.

    1. Non sono brava, ho mia mamma che mi aiuta tanto, sono molto fortunata.
      Dai che manca un anno, che ora sembra tanto, ma tra un anno sembrerà volato…
      Ti abbraccio

  14. Prima un passo poi un altro, non ci scandalizziamo se salti il post di una rubrica!
    Non ho figli, ma comunque da 2 giorni i vestiti da piegare (io mica stiro) che erano prima sullo stendipanni, sono passati dal letto al divano al tavolo della cucina… Che poi se ci sono errori nei post noi pensiamo: sei umana ahahhaha E poi se hai bisogno di una mano, chiedi, che ti aiutiamo noi 🙂

    1. Oh Coki, bella, grazie!
      Secondo me siamo la generazione della fatica, troppe poche sicurezze ci portano a volerne fare troppo per riuscire a quagliare un qualcosa…
      Baci grandi!

  15. Guarda per come la vedo io (da fuori) è così: hai messo tantissima carne al fuoco, troppa, ma troppa in senso buono e ciò crea due risultati, 1) è che non riesci ovviamente a star dietro a tutto e quindi ti senti male quando pensi che hai fatto solo un terzo di quello che ti eri prefissata, e 2) che la roba da fare era talmente tanta (e umanamente impossibile da sostenere, quindi stai serena perché non sei di ferro neanche tu e nessuno lo pretende) che quel “solo un terzo” È TANTISSIMO!
    Fidati! Se non lo dicevi tu nessuno avrebbe mai saputo che c’era altro in programma perché quello che stai pubblicando è parecchio, e i contenuti di distanza.
    La vedo così perché io faccio lo stesso con blog, Shop e altro… Mi sembra di non combinare mai una minchia perché stilo liste incredibili, post, nuove collezioni in uscita… Poi vuoi per una cosa, vuoi per l’altra, non ne salta fuori manco la metà CHEPPERÓ è già più che sufficiente perché la gente mi dica MACCOMEFAIIII… io adesso invece di dire “mai valà che ho un mucchio di roba indietro”, rispondo “come faccio? Mi sbatto!”. Che poi è la verità.
    Stay strong cara, perché stai mettendo su un giro potente che nemmeno immagini. \m/_

    1. Mi hai svoltato. E’ così, hai ragione, forse che forse facciamo liste troppe fitte?
      Va bene appuntarsi la roba da fare, ma forse, non dobbiamo diventarne schiave.
      Una cosa ala volta, c’è una vita per farle.
      Grazie. davvero, è solo difficile far pace col cervello, a volte mi pare di essere immobile…
      Non so se sto mettendo su un giro potente, ma voglio crederci: <3

  16. Credo che le più belle cose le stai facendo ora! A noi piaci tantissimo … Forse perché ci sentiamo tutte come te !

  17. Anche se in modo diverso, credo che una mamma provi questa sensazione almeno una volta al giorno. Poi capitano periodi particolarmente intensi come questo -io ne sto passando uno molto simile con il mio terzo figlio si 4 mesi che è un teppista tremendo! Fatico anche solo a leggere le email- in cui te ne convinci proprio e lo pensi 800 volte. Però posso dirti una cosa? Sotto stress, se non c’è ne facciamo travolgere e siamo consapevoli (tu lo sei da quello che scrivi) “rendiamo” di più, un po come all’università, se davo 6 esami in un mese prendevo tutti 30-30 e lode, se rallentavo, perdevo il ritmo. Quindi ecco, visto sa qualcuno esterno (non più il prof ma una tua lettrice) stai andando benone, forse anche perché la necessità aguzza l’ingegno e moltiplica le forze, a noi donne e mamme le centuplica

    1. Io lo dico sempre, assumete le mamme, perché nemmeno loro sanno come, ma fanno!
      Grazie mille per il commento, ti sento vicina!

  18. Ma guarda che è incredibile! Io a vedere te dico: “guarda lei come ce la sta facendo”. Guardo me e mi viene da piangere.
    L’asticella del farcela è una roba assai personale, un qualcosa che invece di aiutarci e spronarci a volte ci affossa.
    Io non ce la faccio praticamente mai, a volte pesa di meno, altri giorni è un macigno. Oggi è un macigno, domani andrà meglio, forse va già meglio.
    Questa mattina, dopo l’ennesima notte insonne ho pianto, poi ho guardato martino e gli ho detto che non ce la facevo più. quando riesco a dirlo ad alta voce è poi tutto in discesa, fino alla prossima salita 😀
    ti abbraccio, ancora in pigiama.

    1. la verità è che devo ringraziare tanto tanto tanto mia mamma, se non ci fosse lei…
      Ti abbraccio forte, anche Martino!

  19. Hey, però le unghie dei piedi con lo smalto dove le metti?? Bella, buona e fortunata, ma chette frega? va tutto bene così!

  20. Cara Justine,
    amo leggere i tuoi articoli e questo mi piace così tanto perché è così vero… mi piace il: “c’è un momento per tutto” 🙂
    Piccola frase da segnare tra i pensieri .

    1. Altrimenti finisce che si rincorre la vita invece di viverla!
      Che poi io scrivo, ma non è che poi ci riesco…

  21. Eh… Abbracci a profusione. (Io penso proprio che nei non ce la faccio sia la vera rivoluzione. È che ogni tanto ce ne dimentichiamo ;))

  22. Capita a tutte secondo me sentire di non farcela in determinati periodi. Sarà che siamo troppo esigenti verso noi stesse, sarà che a volte le energie sono di più e a volte inevitabilmente di meno…
    Tu stai facendo già il massimo: quello che riesci, chiedendo aiuto. E poi chi lo dice che “quello che riesci” è poco? Anche se vorresti fare di più fa niente, rallenta e guarda che belle foto ti fa il tuo bimbo: quelle ti rimarranno per sempre 🙂

    1. Ogni tanto va così, ci si sente sopraffatti, a torto o a ragione, ma sapete tutte che fatica facciamo.
      grazie

  23. Ciao, mi ricordo che lefunkymamas sono state una scoperta per me quando ero proprio in quella fase li…e ho pensato che mamme smart quelle, io non riesco a ricordarmi un appuntamento e ogni giorno rifaccio una to-do-list diversa da quella del giorno precedente. Ma io non sono stata così smart, per un bel po ho perso tempo a rincorrere cose che da sola non potevo fare anziché godermi quel magico caos che mi circondava. Oggi rileggendoti mi rivedo col tutone da casa (che poi uso ancora eh?) e la bimba da seguire e provo tanta nostalgia canaglia che non ne hai idea!
    Brava Ju fermati che non cade il mondo, piuttosto goditi tutto il resto, verrà il tempo anche per altro.
    Un abbraccio
    Gaia

    1. Grazie Gaia, ma infatti, il mondo gira uguale e devo smettere di pensare che devo correre per forza!

      Grazie

  24. Quando riesco a passare di qui mi emoziono sempre. Mi specchio, spesso me ne vado con un pensiero in tasca. hai ragione Ju, siamo la generazione della fatica. Troppe poche sicurezze ci portano a volerne fare troppo per riuscire a quagliare un qualcosa. Ti abbiamo pensata tanto io e Paola ad Abilmente, che se io non avessi avuto supernonna non avrei fatto nulla. E arrivata a casa, mille abbracci giganti, mamma gioca ai lego con me, mamma vieni mi prendo cura io di te, mamma perché non sorridi più. Non ho la forza, topino, sono solo stanca, adesso andiamo a nanna. Erano le nove di sera ma mi sembravano le 4 di notte…
    Sai, al convegno sulle nuove professioni creative che han fatto su? Tutte si raccontavano e tutte dicevano che senza la famiglia non ce l’avrebbero mai fatta, che anche i figli, più in là, tifano, sostengono, aiutano. E io ho pianto, tra un instagram e l’altro che dovevo fare (con Paola che sgomitava e mi prendeva in giro per sdrammatizzare e farmi dare un contegno). Lacrimoni a fiumi. Capisco, o come capisco… Un abbraccio Justine

    1. Ne scriverò, anche su questo: senza Steve, mia mamma ma anche zii e zie, non farei un quarto di ciò che faccio. Ma ho paura di mettermi a piangere e scrivere una cosa troppo smielata.
      Grazie per avermi pensata, anche quest’anno, non sono venuta, ma meglio così, ti immagini quanti telai mi avrebbero tirato in testa?
      Un abbraccio grande e grazie per il commento!

  25. Ju anch’io non ce la sto facendo, pace! E anche io non ce la sto facendo ad incontrare Patamaga!!! Potremmo fare una piccola rivoluzione e vederci proprio da Gaia, così, per farcela!!! Un bacio gigante!!

  26. Ho letto questo post in pigiama, coi capelli a crocchia e la piccoletta addosso, sapendo che DEVO scrivere un casino di cose prima che il fratello rientri dal nido. Ma sono bloccata dal colpo della strega, ma la casa è un puttanaio, ma fuori piove (ancora), ma ma ma. Non so se ce la faccio, nemmeno io. E ora come si fa? 🙁

  27. Vista da fuori sei una donna stupenda e piena di risorse! Io ancora non ho figli eppure la mia casa è un disastro e passo lo stesso le mattinate in pigiama, dimentico le cose da fare, arrivo in ritardo anche sui miei sogni. Ma siamo umani, dobbiamo essere clementi con noi stessi (a volte dobbiamo anche prenderci a ceffoni e obbligarci a reagire).
    Un uomo saggio che conosco dice sempre “ce la faremo, anzi, ce la stiamo già facendo!”.
    E tu, Ju, ce la stai strafacendo!
    Un abbraccio!

    1. Poi dicono la rete sia virtuale…io dopo questi commenti mi sono svegliata, ho organizzato la pupa e sono uscita a realizzare il primo step di un sogno che rimando da 5 anni.
      Sono leggermente emozionata. E devo tutte a persone che non ho nemmeno mai visto.
      GRAZIE DI CUORE

  28. Ma possibile che nessuno chieda del progetto?!? E il progetto???
    “Dai, ora ci devi svelare cos’è, quindi fallo!”

    Comunque… Quoto @Pentapata e rilancio con mia nonna che -da sarta- diceva:
    “Nessuno sa quanto tempo o impegno ci hai messo a realizzare una cosa, gli altri vedranno solo il risultato”*. E io mi permetto di aggiungere “nel bene e nel male”.
    Come commentavano le altre, noi vediamo solo il risultato e non i milioni di liste incompiute e smadonnamenti che ci sono dietro. Nessuna conosce il tuo calendario di pubblicazione dei post, per cui take it easy 🙂

    *che poi forse è in contraddizione con il mio motto che “fatto, è meglio che perfetto”?!?

    1. Mi sono svegliata, forte di tutti questi commenti, mi sono organizzata con la pupa, lasciato stare casa e due cose di lavoro che ho deciso potevano aspettare, e sono andata a compiere il primo passo per realizzare il progetto, concretizzarlo il prima possibile e svelarlo.
      Io non so spiegare quanto tutto questo sia stato importante per me.

      GRAZIE.

  29. Brutto dire che mi consola sapere che siamo tutte sulla stessa barca? Ti conosco da poco ma ti stimo molto: la tua creatività, sincerità, il non nasconderti dietro una facciata, la tua ironia… Stiamo tutte imparando che non si può fare tutto, il difficile è dare le priorità giuste. La scorsa settimana ho lasciato VV un giorno intero con i nonni; una volta avrei trascorso il tempo pulendo casa, riordinando, stirando… facendo il mio dovere. Ho passato invece la giornata coltivando le mie passioni e la sera ero tutta dolorante e col mal di testa per la tensione e i sensi di colpa, ma felice. L’obiettivo futuro è finire la giornata col sorriso e senza mal di testa. Sono sicura che VV mi preferisce così e lei la polvere non la vede…
    Forza! Forza che ce la si fa!

  30. D’accordo d’accordissimo su tutta la linea … Abbracciamoci, ne abbiam bisogno! Il nostro tempo ora è per loro… Chisseneee dell’acquerello disse mentre Annalù le prendeva la matita per ciucciarla

  31. Ma no, non ti devi mica fermare. Vai solo un pochino più piano e fai una cosa alla volta ma ben fatta.
    Io mi salvo così quando arrivo al limite. Perchè la gente come noi non ce l’ha nel DNA lo Standby, sarebbe autodistruzione.
    Una cosa alla volta, ma fatta come si deve e poi anche stragoduta con tutti i sacri crismi.

  32. Niente, con questo post cara Justine, ti sei accaparrata la mia simpatia A VITA. Bravaaaa! Ammettere di non farcela, secondo me, è il primo passo per farcela davvero. A vivere la tua vita. A viverla come la vuoi&puoi tu.
    ps complimenti per il trittico che hai (pro)creato 🙂 Io ne ho uno e dopo 15 mesi sono letteralmente stesa al suolo 😉

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