Maqui – le bacche della Patagonia

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Un viaggio che sogno di fare da tempo è un giro in lungo e in largo della Patagonia. Non oggi, non certo a breve, ma di sicuro accadrà.
Sogno di passeggiare tra quella natura vista più volte in foto, facendo il classico giro a cavallo, chioma al vento, vestita un po’ hippie.

E ringiovanire. E rinvigorire.

Patagonia-Maqui

Perché oltre ad essere una terra dai mille pregi, è anche quella che ospita le bacche di Maqui. Simile ai nostri mirtilli, è una bacca piena di proprietà che per adattarsi al cambiamento climatico è diventata sempre più ricca di polifenoli. Quest’ultimi, tra le varie azioni, la proteggono dall’eccessivo irraggiamento solare e le donano quel caratteristico colore blu.

Il clima dell’emisfero australe, unito all’incremento delle radiazioni solari, ha portato la pianta a un graduale e progressivo sviluppo della produzione di questi pigmenti naturali, al punto che oggi il Maqui è la bacca con il maggior contenuto di antociani (Polifenoli) in assoluto.

Tanto buona, quanto selvaggia, è una bacca che non può essere trattata industrialmente: cresce dove vuole lei e se i suoi frutti vuoi raccogliere, ad uno ad uno, piano piano, alla vecchia maniera si deve fare.

Non so voi, ma solo questo me la rende affascinante.

Ma cos’ha di straordinario questo Maqui?

È un concentrato di polifenoli incredibile. Cosa sono i polifenoli a parole mie? Sono sostanze presenti in frutta e verdura dalle proprietà miracolose.

Per dirla invece con le parole di Barry Sears, ricercatore americano, massimo esperto mondiale sul controllo ormonale attraverso il cibo, Presidente della Inflammation Research Foundation di Boston, Usa:

“Combinando un giusto approccio nutrizionale (una dieta povera di carboidrati bianchi che sia soprattutto ricca di polifenoli) si ritarda notevolmente la velocità del declino dovuto all’età.
Occorrono tuttavia i giusti livelli di polifenoli di ottima qualità. Si conoscono infatti più di quattromila molecole di polifenoli, ma ve ne è un particolare gruppo, le delfinidine, di eccezionale valore anti età. Esse si trovano nel vino rosso, nei mirtilli, ma soprattutto nelle bacche di Maqui, che crescono nella zona impervia e montuosa della Patagonia. Hanno una struttura peculiare differente rispetto a quella di altri polifenoli: sono più idrosolubili e hanno un sapore meno amaro, due proprietà che sembrano aumentare la capacità di attivare il famoso enzima della vita”.

maquir accolte a mano

Grazie alle sue proprietà, questa bacca è un potente antistress – e sappiamo bene che ce ne è spesso bisogno – aggiungiamoci che è un concentrato di antiossidanti e che previene quindi l’invecchiamento e tutto ciò che ne consegue, poi chiediamoci tutti assieme: ma come ho fatto a stare senza?

Ma c’è di più, le bacche di Maqui modulano le infiammazioni cellulari rafforzando il nostro sistema immunitario.

In parole povere, le bacche di Maqui fanno bene, a leggere le ricerche scientifiche sono una botta di vita. Sì beh, non ho trovato scritto da nessuna parte botta di vita, ma il sunto è quello!

Ma come fare per assumere nel migliore dei modi i polifenoli del Maqui? Il frutto non è facile da trovare… In questo caso, il fatto che il Maqui da vecchio rimedio degli indigeni Mapuche sia balzato all’attenzione della moderna scienza alimentare ci viene in aiuto.

E’ possibile trovarlo come integratore alimentare – ed in questo caso è preferibile utilizzare un estratto secco, facilmente idrosolubile e dunque assimilabile al meglio dallo stomaco, soprattutto se nella formulazione RX.

Sentirsi in forma è davvero la cosa più importante. Te ne accorgi solo quando stai davvero bene: dopo i primi giorni in cui stai mangiando sano, per esempio. Lo sanno bene i funkyrunner, che conoscono bene quella sensazione di benessere che segue le prime settimane di allenamento, magari dopo anni di dolce far niente.

Cercare in natura gli aiutini giusti è la svolta per alzarsi la mattina e sentirsi alla grande.

Perché di questo abbiamo bisogno.

E tutto il resto si affronta meglio…

succo di maqui

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