Che cosa voglio da te. #Mieleperlemamme, oltre il marketing di prodotto, verso il servizio domestico

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Quando ero bambina amavo passare il tempo nel locale lavanderia di mia zia. In realtà era un bilocale perfettamente arredato con tutto quello che poteva servire per lavaggio, stiro e rammendo.

C’era la lavatrice, la vasca del prelavaggio a mano, un tavolo gigante con un ferro a vapore professionale, stendibiancheria enormi, interni ed esterni e nell’altra stanza macchina da cucire e tagliaecuci. Ho sempre amato quel posto, sapeva di bucato, ogni cosa era al suo posto, ogni gesto, ogni orpello.

La lavatrice era (ed è) Miele. Tutta la mia famiglia non si è mai discostata da questa scelta, a buona ragione. L’altro giorno ho passato una serata nel cubo trasparente ultradesign che è l’head quarter milanese di Miele, posto storico che la metà degli ex giovani come me ricordano precedentemente di fianco all’Indian, successivamente trasformatosi in Lizard, attualmente The Club.

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Il tema della serata era #Mieleperlemamme. Ma cosa può fare un’azienda tedesca di elettrodomestici per noi mamme? Offrire prodotti e servizi di qualità, ecco cosa può fare, nel concreto e contingente.

Abbiamo visto lavatrici e tecniche di lavaggio che non lasciano dubbi sull’ eccellenza dei risultati, il risparmio energetico e il non spreco di detersivo. Abbiamo visto e capito che le miscele chimiche per il lavaggio devono essere scelte con oculatezza e prediligere prodotti performanti per curare e proteggere i tessuti.

Tutte cose tutto sommato capibili dal punto di vista marketing dell’azienda: la comunicazione a noi fruitrici giornaliere del prodotto, detentrici della decisione d’acquisto su questo genere di beni, potenziali o confermate influencer.

Ora vi dico cosa ha convinto me. Non entro nello specifico “tecnologico” del prodotto e dell’azienda, non sono un catalogo e oggettivamente ogni dettaglio sulle funzionalità può essere abilmente scaricato da internet  facendo, poi, i dovuti ragionamenti secondo necessità.

Dicevo, ciò che mi ha convinto fin dall’ inizio dell’evento è la competenza del personale Miele. La credibilità delle loro parole, la convinzione delle loro assunzioni, la passione e l’onestà nel dire: non siamo un’azienda a buon mercato, ma vi garantiamo che i nostri elettrodomestici avranno una vita di almeno 10 anni e che ogni pezzo può e deve essere sostituito in caso di mal funzionamento.

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Io voglio questo da un elettrodomestico. Voglio che duri nel tempo perché è un investimento importante in termini economici e di opportunità. Voglio che mi aiuti, voglio non farmi venire l’ansia da “troppo utilizzo”, voglio fidarmi dei risultati e deve, soprattutto, svolgere ottimamente il suo lavoro per sempre, con la giusta manutenzione e attenzione.

Intorno agli elettrodomestici esiste un mondo fatto di troppa fuffa, la sostanza viene sostituita da luci al led che si sfasciano miseramente dopo un anno di utilizzo.

Una lavatrice deve lavare i panni, un forno deve cucinare, un aspirapolvere pulire i pavimenti e lo devono fare bene, lo devono fare a lungo, e l’azienda che li produce mi deve garantire la possibilità di sistemare il mio investimento (si chiama onestà), perché quello è: un investimento. Il servizio è importante tanto quanto il prodotto, la fiducia verso un marchio non si compra, si ottiene nel tempo.

Quando e se dovrete cambiare o acquistare una lavatrice fatevi questa domanda: quanto dura e che servizi mi offre? Non quanto mi costa. Poi è ovvio che dovrete valutare anche quello, ma fatelo in modo analitico con una visione di lungo periodo.

Fidatevi di una che sussurra alle lavatrici.

Questo post è offerto da Miele e li ringrazio, ma quello che ho scritto lo penso davvero, con convinzione e beviamoci su!

le foto della Fra Calori – periodofertile

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