La Repubblica del Lavoro: Lazzari, un affare di famiglia.

Lazzari è una di quelle realtà per le quali non puoi che dire: “Wow”

Tutto è bello, fatto bene, ogni capo ha dei dettagli studiati, ogni capo ti fa sorridere.

Stoffe, colori, applicazioni hanno un sapore vintage, pur essendo super contemporanei. Lazzari è un marchio che “ti fa l’armadio” per anni e anni, i classici senza tempo. E poi è italiana, terribilmente italiana direi; un valore aggiunto che non è aggiunto, ma intrinseco. Come la trama e l’ordito non possono essere disgiunti, così Lazzari e il prodotto in Italia, non sarebbe davvero possibile farlo altrove. Poi l’etica,  il know how,  la famiglia,  la storia fanno di Lazzari una piccola azienda che ha saputo e sa evolvere dribblando le sirene del mercato andando a cercare le chicche come ad esempio la collaborazione ora in corso con quel geniaccio della Pollaz! Studiata per Natale e destinata e rimanere degli annali, la meraviglia > Pollaz meets Lazzari 

Gli anglofoni direbbero “Be true to yourself” ecco, se potessi riassumere il mio sentimento per loro userei questa espressione. Agisci in accordo con chi sei e in quello che credi.

 Lazzari è un’azienda onesta.

Alle domande risponde Alice, la più giovane della famiglia, il futuro del marchio.

Grazie Alice e grazie Alessia.

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Un’azienda, una famiglia e un passaggio generazionale che ha funzionato.  Si dice “largo ai giovani” e poi va sempre a finire che l’establishment vince.  Qual è la formula Lazzari? 

La formula Lazzari tende a bilanciare le due spinte che hai appena raccontato. Diciamo che gli scontri generazionali talvolta esistono anche all’interno della nostra azienda, ma essendo tutto in famiglia le due visioni riescono poi a convergere e a produrre decisioni che attingono sia dal buon senso ed esperienza della vecchia scuola ma anche dalla voglia di novità che abbiamo io, Alice, e mio fratello Nicola.

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Il territorio è una risorsa preziosa.  Anche in questo piccolo spazio de La Repubblica del Lavoro lo abbiamo visto e constatato.  Eppure i distretti sembrano disgregarsi sempre più.  Dove opera una realtà come Lazzari,  cosa ha vissuto e come sarà il futuro delle maestranze. 

Lazzari produce in Veneto, a metà strada tra Vicenza e Verona, un tempo zone dove le aziende di confezioni erano numerose. Gran parte dei confezionisti che conoscevamo hanno chiuso, brave persone e bravi lavoratori, gente che si accontentava di vivere e pagare gli stipendi. Purtroppo ci sono marchi (prestigiosi-ma solo nel senso di costosi) che per due euro risparmiati preferiscono produrre in Romania. Non ci piace parlare male degli altri ma vedere le fabbriche chiuse con le erbacce alte davanti non può che generare amarezza. Bagagli di esperienza che purtroppo cessano di essere tramandati.

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Leggerezza.  È così che definirei le vostre collezioni. Una femminilità unica ed una visione che valica i confini. Come vi ponete nei confronti dell’export. Quanto aiuta la Rete? 

Leggerezza è una parola che ci piace: non solo definisce l’idea di femminilità che cerchiamo, ma vogliamo che sia il sentimento che si prova nel portare in giro un nostro sacchetto.

All’estero c’è una forte richiesta di prodotti italiani, le firme più conosciute sono già arrivate ovunque e gli stranieri sono alla ricerca di marchi nuovi ed artigianali (questo lo vediamo dall’affluenza di stranieri nel nostro negozio di Verona, che tra le varie città dove si trovano i nostri punti vendita è senz’altro la più turistica) ma per noi che abbiamo una distribuzione diretta, nel senso che vendiamo solo attraverso i nostri negozi non è semplice.

Sicuramente avere delle idee e contenuti aiuta: noi li veicoliamo “offline”, tramite i nostri negozi, gli arredamenti e allestimenti, le vetrine, le nostre commesse. Ma anche “online”: abbiamo da poco rinnovato il nostro sito (www.lazzarionline.com) e utilizziamo quotidianamente i social networks (facebook, instagram, twitter, pinterest) per raccontare non solo i nostri prodotti ma le nostre ispirazioni.

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Come nascono le collezioni Lazzari?  Qual è il punto di vista che le accomuna? Avete qualche novità da segnalarci?

Le collezioni nascono dal desiderio di qualcosa di diverso di volta in volta. Avete presente la contessa di quei cioccolatini famosi? Sì quella con l’autista che si chiamava Ambrogio. Un po’ tipo, mmm, ho voglia di qualcosa di carino, ma che sia anche un po’ matto…e ta-daa! Gonne con tasche a forma di squaletto o di mele succose. Onestamente nascono proprio così, dalla voglia di palloncini colorati o di brioches alla crema 🙂

Il punto di vista che le accomuna è senz’altro l’ironia.

Novità? No no, bocca cucita, altrimenti poi roviniamo l’effetto sorpresa.

Come vi vedete tra 5 anni?

Speriamo di essere ancora qui a fare quello che facciamo, solo speriamo di farlo in un Italia un po’ più consapevole e premurosa nei riguardi di un settore che l’ha fatta diventare famosa nel mondo. Sognare mica costa.

About Le Funky Mamas

Siamo due donne, due madri e due amiche. In questo piccolo spazio vogliamo condividere tante piccole o grandi storie, abbiamo la presu ...

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