Nude

32 anni e sentirli tutti, con la probabilità che siano di più ma in fondo che importa…
Una figlia, una vita, un passato, un presente, un futuro e un Amore che diventa sempre più grande.
Perché insieme siamo meglio di ciò che eravamo e insieme diventeremo la parte migliore del nostro meglio.

Una paura che irrimediabilmente cresce mentre cresce l’odio e la vergogna.

Di ciò che si riesce a dire e a scrivere. La totale noncuranza di ciò che si ha sotto i piedi. Che spesso è la stessa terra marcia.
Fratello mio, camminiamo sulla stessa terra marcia.

Io in piedi e tu in ginocchio.

La speranza che sia tutto di passaggio, che sia rimediabile, che sia solo un attimo.
Come un bus perso, una saracinesca chiusa, un treno partito, un’aereo in ritardo.

Ripassa.
Riapre.
Ritorna.
Riparte.

Che non sia avariato il nostro tempo, che la nostra anima non sia collusa con la povertà. Che si ribelli, che manifesti dissenso, che sia legata al noi e non all’Io.

Nude, come le labbra che cantavano quella sera in riva al mare. A ricordarci della grandezza di ciò che non sarà mai nostro. Fortunatamente.

Nude, ogni volta che qualcuno viola il nostro pensiero interpretandolo.
Ad ogni sei stanca riposa, ad ogni ti vedo stressata, ad ogni lascia stare prenditi una pausa.
Come se bastasse.
Quando basterebbe così poco.

Nude, guardando muscoli e ossa che sono nostri, che abbiamo limato e rafforzato per sostenere la solitudine di una nudità incompresa.  Non malate, ma sole.

Nude ad ogni vestito scelto per gli altri.
Nude ad ogni gesto di possesso di lui.
Nude ad ogni imbarazzante commento. Di quelli che si fermano sul ciglio della strada.

Nude.
Quando la nostra pelle ha iniziato a far paura.
Quando il nostro credo ha iniziato a far paura.
Quando il nostro amare ha iniziato a far paura.
Quando ha iniziato a far paura quel che siamo.

Nere. Musulmane. Lesbiche. Trans. Velate. Cattoliche. Atee. Mamme. Nonne. Sorelle.

Donne.
Nude.

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