Hobbiste: cosa fare per vendere le vostre creazioni?

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Vediamo insieme di capire i passi che bisogna compiere al fine di poter svolgere tale attività nel rispetto della normativa hobbistica italiana.

Il Natale è ormai alle porte ed immagino che la voglia di voi creative di esporre le vostre realizzazioni e di noi “comuni mortali “ di acquistarle sia veramente tanta…

normativa hobbistica

Prima di tutto c’è da dire che una legge nazionale disciplinante nello specifico l’attività degli hobbisti non è ancora stata emanata; in particolare esiste il Codice del Commercio (d.lgs 6 settembre 2005 n. 206) che regolamenta i diritti e doveri dei consumatori e le modalità di esercizio delle varie tipologie contrattuali.
Ad oggi esistono solo delle normative regionali che regolamentano, tramite indicazioni puntali e precise, il fenomeno sempre più diffuso della cosiddetta “hobbistica”.
In particolare tali diligenti Regioni sono: l’Emilia Romagna (L.R. m. 3/2013), le Marche (L.R. 10/11/2009, n. 27), il Veneto (L.R. 10 del 2001 con riferimento però solo ai mercatini dell’antiquariato).
In Lombardia ad oggi è stata depositata solo una proposta di legge .
hobbista o venditore professionale
Tramite, quindi, l’analisi congiunta di tali normative regionali è possibile indicare i principi cardine che sono stati applicati nella regolamentazione di tale attività.
Preliminarmente si deve distinguere l’hobbista dal venditore professionista; tale distinzione risulta di grande importanza al fine di individuare la normativa da applicare al caso concreto.
L’hobbista è l’operatore non professionale che vende, baratta, propone o espone, in modo sporadico ed occasionale, merce di modico valore, comprese anche le opere della propria creatività e del proprio ingegno. In alcune regioni viene stabilito un limite al prezzo unitario di vendita del bene che non può essere superato. In ogni caso comunque i ricavi derivanti da tale attività devono rimanere al di sotto della soglia di € 5.000 all’anno.

Il venditore professionista, invece, è il soggetto che svolge un’ attività di vendita continuativa ed organizzata a prescindere dalla natura dei beni commercializzati. Generalmente si ritiene che al superamento della soglia di fatturato di € 5.000,00 il venditore è considerato come venditore professionista con tutte le conseguenza che siffatta qualificazione comporta sotto il profilo fiscale.

tesserino identificativo
Le leggi regionali (ove emanate) prevedono che l’hobbista al fine di poter esporre la propria merce deve essere in possesso di un tesserino identificativo rilasciato dal Comune di residenza o per i residenti di un’altra Regione da quello in cui si svolge l’esposizione, previo pagamento di una somma di denaro.
Siffatto tesserino deve contenere le generalità dell’hobbista oltre cha una sua foto ed inoltre deve indicare il numero massimo di manifestazioni alle quali è possibile partecipare durante l’anno solare di validità del tesserino (ad esempio in Emilia Romagna il numero di partecipazioni ammesse è 10, nelle Marche 10 mentre in Veneto è 6). Gli espositori devono inoltre comunicare l’elenco dei beni in esposizione o in vendita e sono tenuti a pagare l’occupazione del suolo pubblico secondo la quantificazione compiuta dal Comune mentre non devono essere titolari di partita iva ne del documento unico di regolarità contributiva.

sanzioni
Le sanzioni previste nel caso di assenza del tesserino identificativo, di sua mancata esposizione del al pubblico o agli organi preposti alla vigilanza, di mancata consegna al Comune in occasione della vidimazione del tesserino dell’elenco dei beni oggetto di vendita o nel caso di incompletezza o non veridicità dell’elenco o, infine, nel caso di vendita, baratto, di oggetti con un prezzo superiore a quello indicato, variano indicativamente da un minimo di 250 a 1500 euro.
Ciascun Comune dovrebbe poi prevedere che la partecipazione degli hobbisti avvenga con criteri di rotazione e senza il riconoscimento di priorità ottenute per la presenza ad edizioni precedenti.
Infine, secondo il decreto ministeriale del 21/12/1992 “esonero dell’obbligo di rilascio della ricevuta e dello scontrino fiscale per determinate categorie di contribuenti”, l’hobbista non è obbligato a fatturare per vendite di poco valore.
In considerazione, quindi, della mancanza di una normativa nazionale di riferimento qualora vogliate “commercializzare” le vostre creazioni dovete innanzitutto accertarvi se la vostra regione ha legiferato una normativa specifica sulla materia ed in ogni caso rivolgersi al Comune sul cui territorio volete esporre ed informatevi circa l’iter specifico da seguire.

Sono sempre a disposizione per dubbi, chiarimenti o quant’altro…

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4 commenti

  1. Ciao Simona, ti ringrazio per questo articolo, pensa che un paio di settimane fa sono diventata matta a girare per uffici comunali per chiedere delucidazioni appunto sull’argomento.
    Essendo di Brescia parlo della mia realtà, praticamente all’Ufficio Commercio NON TOLLERANO che venga anche solo utilizzata la parola “HOBBISTA”, ci ho provato e sono stata zittita all’istante con questo ammonimento: “I MERCATINI NON SI POSSONO FARE”.
    Poi sono rimbalzata all’Ufficio Marketing Urbano dove mi hanno spiegato bene la cosa: i mercatini dei cosiddetti “hobbisti” devono rientrare in un “contenitore evento” organizzato dall’Amministrazione o comunque con la sua autorizzazione, su suolo pubblico (ovviamente richiedendo per tempo i permessi). Io volevo organizzarlo su suolo esterno ma privato (area esterna di Artebimba) non c’è stato verso o possibilità.
    Sono arrivata alla conclusione che il motivo di questo no secco dell’Ufficio Commercio provenga dallo sfinimento per le lamentele dei commercianti che pensano che i cosiddetti “mercatini” possano nuocere al loro lavoro già messo a dura prova in questo periodo.
    Bisognerebbe davvero legiferare in materia, oppure eseguire dei controlli sugli hobbisti visto che cominciano a essere in molti…
    Mi sono dilungata ma l’argomento è nebuloso e volevo contribuire con la mia esperienza.
    Ciao grazie ancora per l’articolo!

  2. è la prima volta che scrivo qui un post perchè mi sono imbattuta e soffermata in questo bel blog solo ora! Mi piace moltissimo. Leggendo il tuo post ho pensato di dare un contributo all’argomento anche se può essere che ne abbiate già parlato in passato. Mi sono ritrovata un anno e mezzo fa con una casa ( nn mia) da svuotare piena di oggetti vecchi ma nn di valore. E tra una chiacchiera e l’altra ho scoperto Etsy. E’ perfetto per chi vuole vendere i propri lavori od oggetti ed i costi sono talmente bassi che ne vale veramente la pena. Ci sono solo tre condizioni fondamentali, a parte sapere un po’ di inglese visto che questo portale è internazionale: 1) gli oggetti che vendi devono essere fatti da te – handmade 2) gli oggetti che vendono devono avere almeno 20 anni – vintage 3) i materiali che puoi vendere devono essere utilizzati per produrre oggetti handmade – craft supply
    http://www.etsy.com
    Io dopo un anno devo dire che mi sono divertita molto, ho conosciuto molte persone. Nn era mia intenzione farne un business per cui mi sto accontentando di qualche sodisfazione…e senza uscire di casa al freddo!
    Se ne avevate già parlato in passato, scusate
    Buone Feste a tutti
    Patty

    p.s. questo è corretto…

    1. Ciao Patty,
      conosciamo e compriamo su Etsy da parecchio, ma non ne abbiamo mai parlato a livello di leggi e normative!
      Grazie per l’input, magari lo faremo.
      Buone feste

      1. Ciao e grazie per questo post che hai recentemente riproposto su FB perché, quando si dice che le cose capitano a fagiolo, mi sto proprio avvicinando ora a questo mondo! La mia domanda riassume un po’ le considerazioni che avete già fatto e cioè ti chiedo: se io rientrassi perfettamente nella descrizione di hobbista, la vendita su Etsy sarebbe da considerarsi come un mercatino?
        Grazie!
        Ciao ciao
        Dani

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