Donne

Da due anni a questa parte mi capita spesso di scrivere di donne.

A modo mio, spero celebrarci tutti i giorni.
E provo a farlo al di fuori di qualsiasi stereotipo con il grande aiuto di Azeb: abbiamo scritto di hijab e di donne che vivono al nostro fianco tutti i giorni ma non ancora del tutto incluse in questo paese.

Cerchiamo di farlo senza tanti discorsi ma partendo da quello che ci unisce.

Può essere un foulard che c’è chi porta al collo oppure in testa. Può essere un rossetto o un fondotinta.
Sembra frivolo, vero?
Eppure è stata Azeb a farmi notare quanto sia importante.
Viviamo in una società multirazziale, però le donne con un colore di pelle diverso dal nostro fanno molta fatica a trovare i trucchi adatti al loro foto tipo nei negozi.

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Poi c’è la frustrazione diffusa del momento che fomenta odio e distinzioni.
Non hai figli: non puoi capire.
Non voglio figli: non puoi capire.
Allatto: non puoi capire.
Non allatto: non puoi capire.
Le cose che non possiamo più mettere dopo una certa età. E poi un articolo che dice tutto il contrario.

A leggere i commenti sui social network sembriamo più divise che mai.

Tonde contro secche, secche contro tonde. Attendo il basse contro alte.
L’anno scorso ho partecipato a un bellissimo progetto per una linea di costumi da bagno: modelle, donne comuni e donne con disabilità tutte assieme. Eppure…

Strafi-quelli-del-sabato

Ecco tornare slogan e la voglia di fare qualcosa per dei diritti che dovrebbero essere scontati e invece non lo sono.

Basti pensare all’equa retribuzione tra sessi.
Ma anche al diritto all’aborto di cui si parla troppo spesso per disservizio: la legge esiste ma sembra che siano più i medici obiettori che altri. 

E qui non si tratta di quello in cui crediamo ma di rispettare le scelte di tutti.
Che volendo stare a vedere, esistono solo diverse storie e una verità assoluta non potrà mai sposarsi con l’unicità del destino di ognuno di noi.

The future is female. E’ una frase che gira spesso ultimamente.

In realtà il futuro non ha genere. Ma capisco l’importanza del momento nel porre l’accento sulla condizione delle donne. Il futuro non ha genere, sarà lo step successivo.
Peccato, sembra che la storia del mondo si ripeti, due passi avanti e uno indietro.

Non so mai spiegare del tutto le mie sensazioni a riguardo. Mi viene più semplice citare American History X . Inizia con un uomo dalla pelle bianca che uccide un uomo dalla pelle nera.
Finisce con una scena simile ma a ruoli invertiti.

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Questa doveva solo essere una newletter per dedicarvi un codice sconto per la festa delle donne.

“Lunghetta”- ho pensato. Ho quindi deciso di pubblicarla sul blog. E lo faccio oggi perché l’8 Marzo sarò in trasferta con Camilla zeldawasawriter e Gaia VendettaUncinetta. E sarà estremamente significativo.
Tutte tre assieme in un viaggio tra fornitori, ricerca e sviluppo dei nostri prodotti.

Tre donne estremamente diverse che si sono conosciute online e che ora lavorano gomito a gomito oltre ad essere diventate amiche indispensabili.

Un 8 Marzo unite, a fare qualcosa di importante.

Vi auguro diritti, rispetto e la libertà di poter essere ciò che siamo senza doverci giustificare mai.

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About justine

La Funky Mama bassa, perennemente spettinata e con la manicure distrutta dal progetto d.i.y. del giorno. Mamma di Leone e Lilou, comp ...

5 thoughts on “Donne

  1. Nat

    Quello che mi frustra ultimamente é la condizione dispari tra mamma e papà, tra donna lavoratrice e uomo lavoratore. Tantissime donne che conosco lavorano part-time per poter stare con i figli (io pure, e sono felice di farlo, poterli andare a prendere a scuola alle 4 non ha prezzo), pero’, pero’…
    Perché gli uomini non possono lavorare part-time e stare LORO un pochino di più con i figli? Perché io devo sacrificare la mia carriera? perché di questo si tratta, se hai un contratto part-time le possibilità di crescere all’interno dell’azienda sono scarse (almeno per quello che ho visto io finora). Io che ho studiato, ho un master e ho fatto 2 figli a 30 anni mi ritrovo fregata. Mi spiego meglio. Le donne che conosco che hanno fatto carriera hanno fatto figli intorno ai 40 anni, quindi quando avevano già raggiunto dei buoni traguardi lavorativi.
    C’è tanto ancora da scardinare nella testa degli uomini, che anche loro possono sacrificare ogni tanto qualche straordinario, che possono provare a ridurre l’orario lavorativo e dedicarsi a casa-figli, che si’ lo stipendio lo portiamo a casa anche noi, che siamo brave quanto loro e di più’!
    Credo che un cambiamento debba venire dalle aziende, dai datori di lavoro, imprenditori, sarebbe davvero un bel passo avanti.
    Tanta stima per quello che scrivi e trasmetti, ciao Nat

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    1. justine Post author

      Sono giorni che penso a cosa risponderti ma la verità è che non vivendo una situazione simile posso solo provare a capire.
      Essere genitori freelance ha tutta una serie di svantaggi ma ci rende pari genitori nei ruoli di famiglia e del lavoro.
      Grazie per lo spunto di riflessione, vorrei approfondire.

      Reply

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