Il mio primo anno da strafiga.

Vedersi bella: un percorso intenso e concreto.

Nato online, perché scrivere nero su bianco quel che mi stava succedendo è stato un viaggio introspettivo sincero che ha funzionato.

“Quella che vedo allo specchio non mi somiglia.”
E’ nato tutto lì, davanti a una superficie che per quanto ci provi, avrà sempre schizzi di dentifricio e aloni.

lunghi-corti

Un percorso che si è concretizzato tra un parrucchiere e l’altro. Una frangia, un trattamento alla cheratina per avere un caschetto liscio per mesi e via via un taglio sempre più corto.

E poi La Ju. Io. Fino in fondo.

Ho capito di essere arrivata quando svegliandomi la mattina, davanti allo specchio, ho smesso di chiedermi come stavo.

Non mi sono più sentita bella o brutta, mi sono sentita semplicemente me stessa.

Lavarsi i denti e invece di guardarsi intensamente alla ricerca di non so cosa, semplicemente svegliarsi.

E’ poi stato il turno dell’armadio e del non shopping. Via tutto. Sincerità all’inverosimile e una forte presa di posizione.
Ho smesso di cercare il vestitino e la gonna. La mia femminilità non è mai passata da lì.
E’ molto semplice quando ci arrivi: non mi ci sento a mio agio, il risultato è quindi inelagante. Fine della storia.

vedersi bella

Quando smetti di cercarla, trovi anche la gonna giusta…( smatsmat clothing)

Magliette, tante. Jeans, del modello giusto. Scarpe da ginnastica: un paio bianco, un paio nero. Un tronchetto col tacco con suola carro armato.

Ho speso soldi per un paio di capo spalla di qualità, ché sulla mia uniforme fanno davvero la differenza assieme a una bella borsa. E ho comprato tre maglioni di quelli che fanno la differenza. Perché non c’è nulla che mi faccia sentire sciatta come un indumento con la superficie rovinata. I famosi pallini che su un maglione bello, si tolgono, su un maglione scarso, rimangono.

Sciatta. I pallini. Questa sì che è stata la chiave. La sciatteria, come  la femminilità, non sono universali. Non è una legge scritta.
Quel che funziona per me non funziona per forza per te. Quello che mi fa sentire bella magari a te fa sentire strana.

Individuati i miei perché, è cambiato tutto. TUTTO.

femminilita

Bastava un taglio corto a portarmi la femminilità che cercavo. E infatti, da allora, rossetti rossi e occhi truccati.

Bastavano un capo spalla e delle maglie sempre a posto per farmi camminare a testa alta per le strade di Milano.

Meno shopping per me, perché ho capito che non potevo trovarmi tra le relle di un negozio. E più estetista.

Perché con me funziona così: mani a posto e peli in ordine sono in assoluto la cosa che mi fa sentire meglio.

2017, sono pronta come non mai, perché piacermi mi ha dato molta sicurezza in me stessa.

Quest’anno, i capelli saranno più corti. La testa, più libera.

About justine

La Funky Mama bassa, perennemente spettinata e con la manicure distrutta dal progetto d.i.y. del giorno. Mamma di Leone e Lilou, comp ...

2 thoughts on “Il mio primo anno da strafiga.

  1. Marianna

    Bellissimo post!
    E quanto mi ci ritrovo nel tuo percorso!
    Chiave di questo 2017: ricerca di ciò che mi fa stare bene e in cui mi riconosco.
    Grazie! =)

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  2. francesca

    …che bello brava! Alla soglia dei 40 anni non riesco a trovare lo stile tutto mio che cerco, lo annuso, lo intravedo ma non riesco ad acchiapparlo….helppppp!!!!!
    francesca

    Reply

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