Il giardino di Paola: lettera d’amore ad un Ampelaster carolinianus

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Mi piacciono i nomi botanici un po’ buffi, specialmente se non hanno nulla a che fare con la pianta che rappresentano. L’Ampelaster carolinianus, infatti, meriterebbe un epiteto che rimandi alla sua eleganza. E invece non ce l’ha: il suo nome ci dice solo che è cugino degli Aster, alte meraviglie della natura, e che proviene dagli Stati Uniti orientali.

Ampelaster carolinianus, fioreNon ci dice, per esempio, che questa pianta meravigliosa è capace di arrivare a 2/3 metri d’altezza. E che non le serve nulla, se non un sostegno. Non chiede potature, irrigazione continua, cure particolari. Nulla.

Chiede solo che qualcuno si avvicini e senta il suo profumo meraviglioso (Gli inglesi, padri del giardinaggio, la descrivono così: “It smells wondeful”). In fondo questa pianta ha fatto di tutto per fiorire ad altezza di naso, e lo fa con un colore, una geometria, un portamento, un vigore che poche altre hanno.

E’ ottobre ed è il suo momento magico. Controllo ogni giorno che i suoi bottoni carichi di petali di aprano. Manca poco, lo so. E io non vedo l’ora di sentire – e vedere – cosa ha da offrirmi questo autunno. Ad altezza di naso, non è meraviglioso?

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