La prima volta: dietro 30 secondi di spot!

La mia prima pubblicità è stata per Wind e, per la prima volta, ho scoperto cosa ci sia dietro 30 secondi di spot.

Inutile dire che la mia agitazione era paragonabile solo al giorno della discussione tesi.

Innanzi tutto c’è stato il casting, poi un callback (vi spiegherò più avanti di cosa si tratta).
Sono andata in opzione (vi spiegherò anche questo) e sono stata convocata per fare la prova costumi (con mio grande sollievo ho scoperto che non era una giornata dedicata a provare bikini).

Sono stata convocata sul set all’alba ed ho fatto due ore di trucco e parrucco (che poi è facile essere figa se per ore dei professionisti lavorano sulla tua faccia).

Dalla finestra del camerino vedevo un mondo a me nuovo: macchine professionali di cui ancora non sapevo il nome e persone che correvano da una parte all’altra della strada con un obiettivo.
Eletricisti, macchinisti, attrezzisti, scenografi e aiuti scenografi, runners, comparse, clienti, ragazzi della produzione, ragazzi dell’agenzia creativa, cavi ovunque, catering, relle piene di vestiti.

Il caos organizzato.

In poche ore gli scenografi avevano trasformato un semplice marciapiede di Genova in Venice Beach con tanto di palme.

L’addetto alle comparse aveva posizionato una coppietta di innamorati su una panchina, due runners pronti a fare jogging, un bambino con il gelato (che sarebbe stato sostituito ad ogni ciak) e una signora col cagnolino.

La stylist li aveva vestiti tutti a puntino, barboncino compreso.

Il direttore della fotografia aveva installato luci gigantesce (13k) per trasformare una giornata uggiosa in una pubblicitaria giornata d’agosto.

Dopo mezz’ora tutte queste figure hanno liberato il set ed ho capito che stavamo per iniziare.
Al centro di tutto questo lavoro c’ero io, piccola piccola con il cuore che scoppiava.
Ad un tratto il silenzio.
…e per la prima volta ho sentito urlare: AZIONE!

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