Cracovia formato famiglia

A Cracovia ho lasciato un pezzetto di cuore, lo so l’ho già detto.

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Ma cominciamo dall’inizio: continua il nostro viaggio nelle città insolite o meno solite, mettiamola così.
Ormai la scelta della destinazione da weekend e via diventa sempre più impegnativa ma è anche questo il bello.
Per ore e ore scorro i siti di easy jet e Ryanair come se aspettassi una chiamata, un segno, oltre che un prezzo che come al solito ci permetta di trascorrere tre giorni della serie “minIma spesa massima resa”.
Questa volta è stata Cracovia a chiamarmi, in realtà era da un po’ che ci pensavo e uno splendido articolo sulla città su un noto giornale di viaggio, mi aveva assolutamente convinta che sarebbe stata la nostra prossima meta.
Ovviamente tutto il resto della famiglia si è affidata a me e al mio fiuto, perché alla fine nessuno capiva esattamente cosa stessimo andando a fare in Polonia.

Presi i voli Ryanair come sempre qualche mese prima, il prezzo 200 euro in cinque, mi ha convinto che questa volta avrei potuto anche esagerare e mi sono concessa il lusso dell’imbarco prioritario. Comunque, costo totale dell’operazione: 260 euro.

Per il soggiorno c’è solo l’imbarazzo della scelta. Noi, come al solito, abbiamo scelto la soluzione di un appartamento perché in 5 è sempre la migliore. Il nostro ve lo voglio caldamente consigliare: Apartment Wygoda, piccolino ma molto pulito e ben tenuto, e ad un passo dal centro, tutto questo per 75 euro a notte totali.

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Cracovia, anche se forse potrebbe iniziare a tirarsela un po’, è una città super conveniente, una di quelle che puoi dire “Ma sì dai facciamoci un weekend, forse a stare a Milano spenderemmo di più.”

Sempre per lo stesso motivo, arriviamo in aeroporto e ci aspetta la navetta dell’appartamento, non lo facciamo mai, noi siamo da mezzi pubblici ma per 20 euro in 5 si può fare.
Purtroppo la città ci accoglie in giugno grigio e piovoso, ma bastano poche ore perché tutto cambi ed esca un bel sole e un cielo azzurro da cartolina.
Prima tappa la piazza principale della città, wow e ancora wow, una piazza enorme ben tenuta pulita con una bellissima basilica e una torre da cui ammirare la città, più tantissimi locali all’aperto, da cui ci siamo però tenuti volutamente alla larga, perché un filo turistici, ma questo succede in tutte le città del mondo.
Visitiamo subito la città sotterranea, un piccolo museo ma ben curato dove si possono ammirare i resti di Cracovia così com’era durante il Medioevo e, devo dire, molto carino anche per i più piccoli con diverse attività interattive.
Ormai è quasi ora di cena e qui viene il bello! Cerchiamo una latteria, i tipici locali dedicati una volta a fornire i pasti alla classe operaia, ora tutti ristrutturati ma che devo dire conservano intatto il loro fascino. Ne troviamo una carinissima, non lontana dal centro, e vi prego perdonatemi, ma il nome non l’ho segnato e ricordare una qualunque parola in polacco è una cosa quasi impossibile per me, ma con 30 euro abbiamo mangiato in 5 benissimo e non siamo neanche riusciti a finire quello che avevamo ordinato.

Pezzo forte della cucina polacca sono i Pierogi, tipici ravioli farciti con un po’ di tutto ma veramente buoni, i bimbi ne sono andati matti.

cracovia in famiglia

Ad ogni modo, noi ci siamo lasciati consigliare come sempre dalla mia tanto amata Lonely Planet.
Avevo letto che la proposta gastronomica di Cracovia era più interessante rispetto al resto della Polonia e, in effetti, noi abbiamo mangiato molto bene. Certo cibi molto ricchi e saporiti, ma il clima della città lo consente anche a giugno, dove la temperatura ideale nelle ore più calde è di 25 gradi.

Secondo giorno visita al castello di Wavel in cima alla collina, devo dire che gli interni sono interessanti ma non ti lasciano a bocca aperta. Noi abbiamo visitato solo i grandi appartamenti perché non ci sono guide in italiano quindi abbiamo risparmiato i bambini da una visita troppo lunga, ma ne è valsa comunque la pena.

Il programma del pomeriggio era tutto dedicata ai bimbi: la miniera di Wieliczka, appena fuori Cracovia. No va beh, io l’avevo sottovalutata ma è stata una delle esperienze più belle che abbia vissuto in vita mia.

Tralasciando il fatto che si scenda sottoterra di 135 metri attraverso degli scalini, e io ero concentratissima cercando di non farmi sopraffare da un attacco di panico, quello che c’è la sotto è a dir poco stupefacente! Vi dico solo che ci sono 24 cappelle e una cattedrale, non so neanche bene come farvi capire di cosa si tratti, ma se andate a Cracovia , non ve la dovete assolutamente perdere, vale il viaggio come si usa dire.

Per la cena prenoto dall’Italia un tipico ristorante polacco, questo mi ricordo come si chiama, e segnatelo, Pod Aniolami, nonostante la posizione e i’arredamento, non vi spaventate si mangia un gran bene e si spende poco, non come la latteria, ma sempre meno che da noi.
La sera ci ritroviamo in mezzo a orde di giovani che passeggiano per le vie centrali della città, perché ecco questo non ve l’ho ancora detto ma Cracovia è un’importante città universitaria con una bellissima Università, e questo fa si che l’età media circolante sia di 20-25 anni. Tornando a monte, la città ne sembrava invasa: fiumi e fiumi di ragazzi e, lo devo ammettere, questa folla purtroppo ci ha un po’ spaventati, ma tornata a casa mi sono voluta informare e ho scoperto che si trattava della festa di San Giovanni la più importante della città, a cui sono seguiti 30 minuti di fuochi d’artificio sul fiume, che noi però abbiamo solo ascoltato dal nostro appartamento.

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La mattina dopo era la nostra ultima mezza giornata, e avendo escluso a priori , per via dei bambini la visita ad Auschwitz, ci mancavano ancora il quartiere ebraico, il ghetto e la fabbrica di Schindler, con mio immenso rammarico, per la fabbrica di Schindler non c’ è stato tempo, ma per il resto sì, la Cracovia durante il nazismo, ti lascia senza parole, un silenzio interiore.
È incredibile quando ti ritrovi in quei luoghi e le vie, le case, ogni costruzione, ti immerge in quella realtà che anche se a noi, parlo dei miei coetanei lontana, è lo stesso tanto dolorosa.

Tutta la parte moderna e di design, mi dovete scusare, io l’ho volutamente tralasciata, uffa io sono da monumento e resto antico, vi dico solo che alla Tate di Londra ad un certo punto ho anche speso una lacrima, ma c’è anche quella, e sempre il giornale famoso che ne ha scritto un articolo dice essere molto interessante.

Quindi, per concludere, a Cracovia ce n’è per tutti gusti e per tutte le tasche! Non perdetevela ora che è ancora così, perché io vivo dell’illusione che la conseguenza di ogni mio post, sia l’accrescimento improvviso di presenze turistiche nelle città che di cui vi racconto.

About Chiara Palatella

"Chiara, mamma di Gabri, la Carol e la piccolissima Greta; un marito, che racchiude in se' tutta la razionalità che invece manca in me ...

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