Cosa faccio di mestiere – ode al blogging

Ciao,
mi chiamo Justine e faccio la blogger.

Sono sempre stata antipatica alla matematica, problema suo, non certo mio, e per ironia della sorte, vivo di numeri. E della mia identità.

La parte sui numeri è facile: devo avere tante visualizzazioni sul sito e tanti followers sui social networks. Dare i numeri quando mi presento a un cliente e spiegargli che no, io non sono solo un numero. E qui parte la storia dell’identità.

mamas-

Le Funky Mamas dal 2009 al 2014. Ph. di Zelda was a writer.com

La chiamano brand identity: è il percepito del personaggio che ti sei creato in rete.
Questa brand identity, è la prima cosa che mi ha fatto lavorare, ma nemmeno lo sapevo.
All’inizio, con un nome fortunato, Le Funky Mamas rimane bene in testa e fa simpatia, ci siamo presentate con delle foto azzeccate, con un’iconografia che ha spiegato il nostro stile più di mille parole.

Il tempo passa, si evolve e il gusto cambia, che tradotto significa: non si può campare con la stessa foto profilo per quattro anni di seguito.
Anche la grafica del sito, il logo, i nomi delle rubriche e i contenuti stessi hanno contribuito alla formazione della nostra brand identity nel tempo, a volte bene, a volte no. Perché questo è un mestiere nuovo, si provano cose, si guarda gli altri, si guarda all’estero, si va d’intuito, ci si studia trattati di social cose…insomma, ci si prova.

Ma se ti dice bene, capirete che c’è di che esserne grati, perché non è certo come andare in miniera.

organizzo il blog e i contenuti

organizzo il blog e i contenuti

Alla fine della fiera, navigo su internet, cerco cose, ricevo cartelle stampa, scelgo quello che secondo me è Funky e lo propongo a modo mio ai lettori. E questa è una parte.

Dall’altra, documento falsamente la mia vita.
Perché falsamente? Perché non è il grande fratello.

Esempio: per il blog e i social mi servono molte foto fatte da me.
Sparo sempre due o tre foto della stessa situazione, secondo voi quale metto? Quella venuta meglio.
Quindi, se vedete su instagram mia figlia che gioca in armonia col cane, sappiate che probabilmente, un minuto prima o un minuto dopo, la scena non pubblicata è: bambina che piange perché il cane le ha rubato un giochino di gomma.

Lilou-E-lagaia
Un altro esempio è la casa che sembra in ordine. Guardate attentamente il mio account Instagram: sembra che in casa io possegga solo un divano bianco con una ghirlanda di lucine appese e un piano da lavoro in legno chiaro.
Questo perché, soprattutto dopo l’arrivo della piccolotta, sono gli unici ambienti fotografabili. Per il resto c’è il bianco e nero che nasconde le magagne, rende il disordine meno disordine, i pattern abbinati male accettabili e così via…
bianco e nero

Non vivo nella casa del mulino bianco, tanto meno in una casa pinterest. Per ora. Quando i ragazzi andranno all’università, allora, forse, con un aiuto per le pulizie…vabbeh, vabbeh.

Poi ci sono i regali, da non confondere con il cambio merci, perché coi prodotti non ci posso pagare l’affitto. Attendo speranzosa il ritorno del baratto.
Ma onestamente, quanto fa piacere ricevere doni? Attenzione però, non pubblico di tutti i regali che mi arrivano. Li provo, o se non sono da testare, ne scrivo e li fotografo solo ed esclusivamente se mi piacciono.
La stessa cosa vale per i blog tour, gite o vacanze che vengono regalate in cambio di un racconto: a volte ci vado, altre no.

Ma chi mi paga a me?
Le aziende e gli uffici stampa.
Per cosa esattamente?
Le cose che si possono fare sono molte.
sponsored post
La prassi più classica è stata per anni il post sponsorizzato. Se mi va di farlo, su un certo prodotto, prendo dei soldi per parlane.
Lo sponsored post è diventato però il più difficile da redigere. I lettori sono sempre più critici, per fortuna, non basta più postare due foto date da un’azienda e tradurre i pro di un prodotto. Funziona meglio se le foto sono originali e se riesci a scrivere un contenuto bello, interessante, che faccia da contorno al prodotto mettendolo comunque al centro dell’attenzione. Evviva.
Gioisco, perché sfruttare il web per applicare le più vecchie prassi pubblicitarie non è che abbia mai avuto un gran senso, o no? Famolo nuovo.

Eventi

Partecipo agli eventi, faccio live blogging, vedo gente. Ah, qui non si vede, ma mi erano appena partite le prime contrazioni. Ho partorito qualche ora dopo…

Oppure, e qui viene il bello, si possono creare progetti. Si parla con il cliente, ti dice quello di cui necessita, su che tipo di comunicazione stanno puntando, a chi si stanno rivolgendo ecc..
Da lì si fa partire il cricetino del cervello e si inventa. Può essere una collaborazione solo per i social networks, un evento offline, una serie di articoli, tutte le cose assieme. Insomma: mi piace. E mi piace farlo in gruppo, progettare in gruppo.

E’ vero anche che è capitato spesso il contrario: ho un’idea, scrivo il progetto, credo che possa interessare a tal marca e quindi la contatto.

Tutto questo non lo faccio quasi mai da sola. Lo faccio con Chiara, con Camilla (Zeldawasawriter.com), con Gaia (Vendetta Uncinetta), con le ragazze che scrivono tra queste pagine, amiche blogger e a volte con il mio compagno, ma di base, con gente che mi piace molto.

Forse non è tutto così semplice, ma mi aiuta molto pensarla così.

i'm not a blogger

ph. di Zelda was a writer.com

Perché ho scritto questo post?
Un po’ per rispondere a tutte le domande del tipo che lavoro fai? Ma guadagni ogni click? Sei pagata per ogni articolo che scrivi?

Ma più che altro, l’ho scritto perché in un periodo in cui non è poi più così figo dire faccio la blogger, in cui sembra una cosa sorpassata, sebbene in Italia non sia ancora una professione arrivata ai livelli di altri paesi,  ho da poco ritrovato la gioia di farlo.
Come tutti i lavori, anche i più belli, ad un certo punto diventano…lavori.
Sarà l’inizio dell’anno, sarà che ultimamente mi vengono idee di post che scrivo con gioia, sarà quel che sarà ma…ho l’impressione che quest’anno riuscirò ad esaudire il mio buon proposito.

Ho la grande opportunità di vivere, documentare ciò che faccio, essere me stessa e parlare di ciò che mi piace.

E’ il momento di fermarmi, ringraziare per quello che ho e darmi da fare per quello che vorrei.
Momento che andrebbe ripetuto ogni giorno, ma si fa quel che si può.

Grazie.

Ho il grande privilegio di organizzare i miei orari di lavoro conciliandoli con quelli dei miei figli.

Ho il grande privilegio di organizzare i miei orari di lavoro conciliandoli con quelli dei miei figli.

About justine

La Funky Mama bassa, perennemente spettinata e con la manicure distrutta dal progetto d.i.y. del giorno. Mamma di Leone e Lilou, comp ...

56 thoughts on “Cosa faccio di mestiere – ode al blogging

  1. Serena

    Ciao Justine, questo tuo post mi piace tantissimo e mi ci sono ritrovata sul serio, anche se per me il blogging pe ora è solo un bellissimo hobby, che cmq mi ha dato e continua a darmi grandissimi soddisfazioni.
    Mi piacerebbe tanto incontrart prima o poi..chissà!

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    1. justine Post author

      Arrossisco, grazie tante. Avevo bisogno di chiarirmiun po’ le idee e raccontarmi, non pensavo essere utile…

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  2. LaDani

    Justine, tu sei mitica e ti ammiro molto. Dagli esordi! Mi toccherebbe una bella spilletta fedeltà! 🙂
    Il mondo dei blog e dei social mi incuriosisce molto, ne leggo diversi e mi ritrovo molto nelle cose che suggerite o che piacciono anche a voi.
    Ultimamente però tanti blog, anche di quelli che ho amato di più, mi stanno tradendo. Hanno perso tutta la loro autenticità e tutta la loro spontaneità. Sono diventate vetrine per pubblicizzare prodotti o parlare delle fantasmagoriche esperienze “gentilmente offerte da”, che creano sempre più distanza tra chi legge e chi scrive.
    Trovo questa cosa dello “storytelling” un po’ nauseante e ipocrita… Buttiamo un po’ di coriandoli e brillantini negli occhi, confezioniamo una bella storia e mettiamo un bel fiocchetto a quel prodotto… Non so se hai presente l’ultima pubblicità di una nota assicurazione che sta passando in tv… L’imprenditore con la fabbrica bruciata che grazie al suo assicuratore coscienzioso riesce a far ripartire la sua attività… Evviva! Ecco, quello che dico io quando vedo queste cose è “basta prenderci in giro” (no, in realtà uso toni più coloriti…). Basta inventarsi storielle più o meno interessanti per presentarci un prodotto. Dai, è pubblicità e basta. E anche i blog stanno diventando vetrine pubblicitarie. Scusami, non voglio fare una polemica asettica, ti scrivo solo il mio pensiero, che. ovviamente, può non essere condiviso. Ma mi interessa il tuo parere.
    I banner sono ben visibili e riconoscibili, li posso cliccare o ignorare, ma sono “dichiarati” e isolati dal contesto del blog.
    Anche i post sponsorizzati sono dichiarati, ma la costruzione di una storia, che tenterebbe di coinvolgermi sul piano emotivo, per generare una reazione positiva ad un prodotto… non so, mi sa di presa in giro. Sicuramente di artefatto. E quindi mi delude. E quindi mi disaffeziona. Ma forse sono troppo intransigente io. O forse si troveranno altri modi. Non so che ne pensi tu.

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    1. justine Post author

      Ciao Dani, quanto tempo!
      Hai messo parecchia carne al fuoco con questo commento, cercherò di essere breve.
      Capisco il tuo punto di vista, ma io ci vivo, di questo e quello. E mi piace molto. Quello che non si vede sono i no, i lavori non accettati, quindi, devo dire che mi sento anche in pace con i post sponsorizzati che accetto di scrivere.
      Se così non fosse, questo blog non esisterebbe, anche perché dubito che riuscirei a mantenerlo così nei ritagli di tempo dopo un lavoro.
      Detto questo, i lettori de Le Funky Mamas, hanno spesso palesato il tuo pensiero ( ma non vale per tutti i post sponsorizzati, alcuni piacciano molto), lo hanno fatto tramite le visualizzazioni. I numeri parlano chiaro, io vedo, giorno per giorno, ciò che piace e quel che no. Per fortuna, cerco, con l’aiuto di tutte le contributors, di offrire tanti diversi contenuti, così, si può tranquillamente scegliere di saltare un post e leggerne un altro.
      Mi piace molto la tua chiusa, perché il futuro è tutto lì: trovare nuovi modi di fare.
      Io sono sempre aperta a provare nuovi modi di comunicare, ma non sono una grande esperta, vivo di intuito. Speriamo in bene.
      Per concludere, devo ammettere, che questa cosa dello storytelling, mi sta piacendo molto. Mi da la possibilità di cimentarmi in un tipo di contenuto che non mi dispiace affatto. Anche l’aspetto fotografico mi piace assai.

      In questo spazio, così, non si riesce a parlarne bene. Argh.

      Ti abbraccio forte

      Ju

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      1. LaDani

        Contraccambio l’abbraccio, chissà che ci si riesca a vedere per un caffè o a qualche evento che organizzerete! 🙂

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        1. justine Post author

          Speriamo dai! Per ora non c’è nulla di programmato, ma figurati se non viene fuori l’occasione!
          Baci

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  3. Laura

    Io ti voglio bene, lo sento. Con questo blog sei entrata nel mio cuore.
    Fare la blogger non è facile, richiede più di una competenza, ma dire tante, non basta.
    In più è sempre in evoluzione, un cambiamento che si rende , come dicevi tu, necessario e vitale.
    Forse non si può campare su di una foto profilo uguale per 4 anni, ma io ti ho conosciuta con i rocchettoni in testa e ti assicuro che per me sarai sempre quella dei rocchettoni tra i meravigliosi capelli i, strafiga.
    Chissà dove ci porterà il nostro lavoro.
    Che i tuoi sogni possano avverarsi.
    Baci.

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    1. justine Post author

      Tu sei tra le mie blogger preferite, e lo sai bene, per questo il tuo commento vale come un abbraccio forte e vero.
      Che i NOSTRI sogni possano avverarsi.
      Tua, Justine dalle rocche in testa <3

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  4. Elise

    Ora mi stampo questo post…. Anzì faccio tante copie e le distrubuisco a chi continua a chiedere: ma che lavoro fai? ah… ma è un lavoro??? Ma ci guadagni??? Vabbè ma “andare a vedere vestiti e partecipare alle feste CHE LAVORO E’????”……… potrei continuare così per 10 righe (almeno!).

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  5. Involtini di Peperone

    Io ci provo, nel tempo libero e facendo una gran fatica! Il risultato non è mai quello che ho in mente e migliorerei ogni cosa tutti i giorni. Ma poi penso: passatempo migliore (perché per me non è ancora sfociato nella dimensione lavoro, e forse va anche bene così) non potevo trovarlo! E mi fa davvero tanto felice leggere che anche se in piccola parte condivido gli stessi attimi incasinati e felici di chi guardo con ammirazione!

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  6. AliceOFM

    Credo che questo sia il primo post in cui viene messo nero su bianco cos’è il blogging.
    Perchè in altri “post confessione” c’è la blogger che “la mia vita non è così sfavillante come sembra” e riempie il post di foto sfavillanti; c’è quella che “sponsorizzo solo cose che trovo utili” e poi ti fa il post sul porcellino aspirabriciole che non funziona – ma sempre meglio di quella che sponsorizza la qualsiasi per compiacere l’ego con le sua serie di foto.

    Questo post è apprezzabile per la sincerità e la chiarezza.
    Grazie!

    Alice

    Reply
    1. justine Post author

      Ti ringrazio davvero molto. Però, te lo dico, al momento sento un’irrefrenabile voglia di possedere un porcellino aspirabriciole, anche se non funziona. ecco.
      Grazie ancora

      Reply
    1. justine Post author

      Grazie di cuore bellezza, il caffé presto, prestissimo e che sia un anno pieno di meraviglia anche per voi <3

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  7. Brunhilde

    Prima o poi supererò l’antipatia cordiale (e ricambiata) che provo verso Milano e verrò giù, così ti ribadirò di persona quanto sto per enunciare: grazie di non essere una Wannabe Tapioca Pudding, di essere la Funky Mama che sei e di essere una vera professionista.
    In questi anni ho letto tanti blog, e con un po’ di amarezza noto come molti mi siano semplicemente andati a noia per l’eccessiva lottizzazione, che li ha portati a perdere tutta la loro spontanea autenticità. Ormai ne leggo sempre di meno. Ma qui vengo sempre.
    Smackete, smackete, smackete.

    Reply
    1. justine Post author

      Tu sai, che stimandoti molto, per me, questo commento vale oro.
      Grazie di cuore. Grazie tanto

      Ju

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  8. Micaela

    Bello e sincero! Io scrivo di notte quando mio figlio dorme, di giorno mi barcameno come posso, ma quasi sempre è un caos, la casa è un disastro ed il tempo tiranno. Ma scrivere è la mia vita ed allora eccomi qua! 🙂 nei ritagli di tempo 😉

    Reply
    1. justine Post author

      Grande, io dopo le 22 sono completamente fuori uso!
      In bocca al lupo per tutto, io, alla casa, non ci penso nemmeno più: come viene, viene.

      Reply
  9. ilmondodistella

    Ciao! Che bello questo articolo! Io purtroppo non sono brava come te e per me il blog è una passione soltanto. Non mi lamento e sognare è l’unica cosa rimasta gratis quindi ti prendo come esempio e sogno. Complimenti per tutto! Stella

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  10. Chiara

    Ciao Justine, ti amoro già (come avrebbe detto mio figlio da piccolo) e volentieri inizio a seguirti, anch’io sono entrata da poco in questo variegato mondo di blog e blogger e devo trovare la mia giusta collocazione oltre che stringere nuovi contatti. Ti abbraccio forte e a presto

    Reply
  11. alepecchi

    Ma che mito sei??!!
    Semplice, pulita, schietta ed efficace… ti seguo da un po’ su FB, da lì poi salto obbligatoriamente sul link del blog (ora ci sono arrivata tramite l’eyes to eyes di Leone) e questa è stata la prima volta che leggevo di te e di cosa fai.
    Davvero forte!

    Alepecchi mamma in wip 🙂

    Reply
  12. Auria

    Merci pour cet article!
    Vedo che ne hai fatto di strada … 6 anni per mettere su questo vostro blog e vedere i loro frutti. Mi conforta nell’idea di avere ancora pazienza e andare avanti senza fermarmi mai

    Reply
  13. Sara F.

    Ti ho scovato per caso. Clicca qui, poi di là, cerca su google. E boom.
    Prima di leggere qualsiasi post, leggo sempre la BIO. La tua mi ha colpito molto. Non tanto perché dichiari di essere una blogger, ma per come lo hai fatto. C’è ancora gente che pensa che se ti definisci blogger allora hai tutto gratis, tutto pagato ed è tutto figo. Ancora non hanno capito la differenza, sostanziale, tra lavoro da blogger ed essere blogger da caro diario.
    Mi è molto piaciuto il tuo articolo. Ancora una volta ho capito che non sarò mai una di voi, non lo dico con cattiveria o storcendo il naso. Ma comprendo il lavoro, la devozione e attenzione. Cose che potrei avere, ma non so esattamente quale sia il punto di partenza. O meglio il punto di partenza è la gente. I contatti. Che non posso avere….
    Mi sono spinta un po’ oltre… altro mio difetto 🙂 Sono logorroica. Volevo solo dirti grazie per questo articolo.

    Reply
    1. justine Post author

      Grazie di tutto, ma il punto di partenza non sono i contatti. Se vuoi scrivere scrivi, fotografa, fa quel che ti piace, divertiti.
      Ora io non so come funzioni in generale, ma come hai fatto tu con me, se qualcuno ti vuole trovare ti trova…
      Buon tutto e grazie grazie!

      Reply
  14. Alessandra

    Ciao Justine,
    sono una neomamma anche io di uno splendido bimbo di nove mesi e da pochissimo ho aperto un blog.
    Per il momento dedicare le (poche) energie rimaste a fine giornata a qualcosa di mio fra virgolette, già così è un enorme passo avanti.
    Mi hai fatto subito una grande simpatia. Poi con la storia delle foto in b&n ho riso troppo!!! Anche io sono patita di foto (ma molto scarsa!!) e di instagram quando ancora non lo conosceva nessuno!
    Ti leggo con molto piacere e spero avrai due minuti per dare un’occhiata al mio blog.
    http://www.ilbellodiesseremamma.it/

    Un bacio da Siracusa :-*
    Alessandra

    Reply
  15. Pingback: Mamma blogger? E se non lo fossi mai stata? | Le Funky Mamas

  16. Bacodaseta

    Ti ho letto con interesse. Ho poco tempo per il mio blog e in effetti è trascuratissimo. Ma l’ unica cosa che resta è l’autenticità.che ritrovo nel tuo e nelle tue sanissime parole. Ho sempre tante idee che mi frullano e sento che il blog non è il primo dei sogni ma forse mi aiuterà a realizzare il mio che è parallelo. Nel frattempo il blog mi serve come piccolo archivio e per nuovi spunti. Strano vero ? Come si dice da cosa nasce cosa da idea nasce idea. Grazie per mandare a chi lo sa cogliere l’allegria del coraggio oppure.. Il coraggio dell’allegria!!❤️

    Reply
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